Il Tirreno

Livorno

Sotto la questura con bastoni e cinghie

Gabriele Dini

«Dateci gli aggressori»: volevano vendicare gli amici pestati in piazza Dante

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LIVORNO. Un’aggressione a pochi metri dalla stazione. Due ragazzi livornesi fatti cadere dal motorino da un gruppo di rumeni e poi pestati mentre si trovano a terra. Calci, pugni e, forse, bastonate. E poi, pochi minuti più tardi, un vero e proprio assedio alla questura. Con gli amici dei ragazzi picchiati - un gruppetto di circa 50 persone fatte confluire assieme in via Fiume dal tam-tam di sms e chiamate sui cellulari - che si presentano armati di bastoni e cinghie di cuoio con un solo scopo: tentare di farsi giustizia da soli, raggiungendo il gruppo di nomadi - autori del precedente attacco - nel frattempo fermati dalla polizia per essere identificati. Alla fine, quello della serata di venerdì scorso, sembra un bilancio di guerra: un sedicenne livornese in prognosi riservata con fratture al volto, un coetaneo ricoverato in ospedale con una gamba rotta.

E c’è anche poliziotto ferito nell’assedio alla questura. Infine quattro rumeni e due italiani denunciati. I fatti, come detto, risalgono a venerdì scorso tra le 23 e mezzanotte: nell’edizione di lunedì scorso del nostro giornale, avevamo riportato la notizia di due ragazzi picchiati alla stazione da alcuni nomadi, ma la vicenda nella sua gravità è stata diffusa dalla polizia solo ieri. Con un’indagine che sta proseguendo e che potrebbe portare presto a nuovi sviluppi.

Inferno in piazza Dante. Il primo capitolo di questa allucinante serata si svolge a pochi metri dalla stazione. Un gruppo di ragazzi in motorino passa vicino al sottopasso proprio dove un gruppo di rumeni senza fissa dimora (una decina di persone in totale secondo le testimonianze) staziona in auto e due furgoni. All’improvviso - non si sa se ci sia una causa precisa alla base dell’aggressione anche se si parla di una piccola scaramuccia verbale - l’assalto. Due ragazzi di 15 e 16 anni mentre viaggiano in scooter vengono colpiti da un pesante oggetto, probabilmente un panchetto di legno che finisce sulla ruota, e perdono l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra. A quel punto gli stranieri cominciano ad infierire con calci e pugni (e secondo alcune testimonianze degli amici anche sprangate). Poi, prima dell’arrivo della polizia, cercano di fuggire. Ma gli agenti riescono ad identificare subito sette rumeni - alcuni di loro hanno precedenti ma non a Livorno - che vengono fermati e fatti salire su due furgoni e condotti in questura. All’interno di un’auto e di un furgone di loro proprietà, vengono rinvenuti un bastone con chiodi sporgenti e una mazza da baseball. Senza tracce di sangue e quindi probabilmente non utilizzati nel pestaggio. Intanto arrivano i primi soccorsi per i ragazzi. Il sedicenne ha battuto il volto a terra e ha fratture facciali e diversi denti spaccati. Il giovane è tuttora in prognosi riservata. I medici stanno valutando la possibilità di trasferirlo a Pisa per un intervento. Il secondo giovane ha invece subito la frattura della tibia. E ieri è stato operato.

L’assalto. «Hanno quasi ucciso i nostri amici». Si sono presentati in 50, verso mezzanotte, quasi tutti giovani sulla ventina ma anche qualche genitore, davanti alla questura dove la polizia stava portando i romeni da identificare. Alcuni erano armati di bastoni e cinghie di cuoio. Poi hanno fatto un primo tentativo di entrare. L’atmosfera si è surriscaldata. Il piantone è stato spinto e ha subito una slogatura a un braccio (per lui 7 giorni di prognosi). Per far tornare la calma sono stati chiamati rinforzi. Da piazza Attias e dalla sinagoga - due luoghi delicati della città tenuti costantemente sotto controllo - sono arrivate alcune volanti e anche un’auto della Guardia di finanza. Dopo qualche minuto di tensione la situazione è lentamente tornata alla normalità, mentre i rumeni venivano fatti uscire da un ingresso laterale. Per poi sparire dalla città. Le indagini. Alla fine i rumeni denunciati per lesioni aggravate sono stati quattro (un 47 enne e 3 giovani sui vent’anni, tutti parenti tra loro). Ma secondo le prime ricostruzioni gli stranieri presenti sul luogo della rissa sarebbero stati una decina. La polizia ieri sera ha identificato anche un nordafricano che potrebbe essere stato coinvolto in qualche modo nella rissa: la sua posizione non è ancora stata chiarita. Due invece gli italiani denunciati (per resistenza e lesioni) durante l’assalto alla questura. Sequestrati anche due bastoni e alcune cinghie.

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