Il Tirreno

Livorno

Il Cisternino tornerà all’antico splendore

Alessandro Guarducci
Cisternino
◗
Cisternino

Ok della giunta al programma di restauro «Sarà riaperto al pubblico nell’estate 2008»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il prossimo 1º settembre - dopo un’interruzione di oltre tre anni per un contenzioso tra il Comune e la ditta appaltatrice - riprenderanno i lavori per completare il restauro del Cisternino di Pian di Rota. Ad annunciarlo sono stati il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore ai Beni artsitici e Culturali Massimo Guantini, i quali hanno poi aggiunto «che la struttura riparirà al pubblico entro l’estate del 2008». Una scadenza a breve termine, confermata anche dall’architetto Aurelio Meschini che ha redatto il nuovo progetto. «Sì, i lavori saranno riappaltati il prossimo mese - spiega l’architetto del Comune - e l’intervento vero e proprio partirà a settembre, subito dopo le ferie».

E già nell’estate successiva, il Comune conta di riaprire al pubblico l’edificio, come sottolineano Cosimi e Guantini. «Sì nel giro di un anno il restauro del Cisternino di Pian di Rota sarà completato - dice Guantini - e i livornesi potranno finalmente ammirare l’interno della monumentale cisterna, suggestiva almeno quanto quella celeberrima di Istanbul, che sarà nuovamente riempita d’acqua in modo da ricreare l’antica immagine». Il sindaco ha ricordato che «il Cisternino era tra le opere che avevamo promesso di restaurare», ed ha aggiunto «che proprio nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato il progetto per il completamento del restauro e rifunzionalizzazione dell’imponente e storico edificio». L’intervento, di grande valore culturale e unico nel suo genere, era stato finanziato, come sottolinea Cosimi, «in parte con gli oneri derivanti dai lavori di Porta a Terra e in parte con un contributo dell’Unione europea, nell’ambito dei fondi Pils, per un importo complessivo 1 milione e 100mila euro.

Per completare l’intervento, che prevede il pieno il recupero funzionale della struttura, è previsto un ulteriore costo di 350 mila euro». Va subito detto che il Cisternino non tornerà ad avere alcuna attività di acquedotto, come invece era stato inizialmente ipotizzato nel 2003. «L’Asa ha escluso questa ipotesi», aferma l’architetto Meschini. Il nuovo progetto, come spiega Guantini, si caratterizza per la valorizzazione storico-architettonica dell’edificio e per la funzione sociale. «Con il recupero dell’originale sistema di alimentazione - spiega l’assesore - l’acqua verrà di nuovo immessa nella grande cisterna.

Anche se l’altezza sarà solo di pochi centimetri. Verranno inoltre riproposti due degli originali settori in cui era suddiviso l’invaso, con funzione di graduale depurazione dell’acqua, che “stramazzava” da un compartimento all’altro, filtrata dai ciottoli e dal carbone vegetale. Tutto attorno alla vasca, un camminamento e una serie di canaletti a flusso continuo creeranno piccole cadute di acqua. Il rumore sarà intenso e tenderà ad isolare il visitatore nello spazio interno, che sarà moltiplicato dai riflessi dell’acqua dovuti alla luce che filtra dalle finestre ma anche dalla proiezione di immagini sulle volte a vela della cisterna e da una particolare illuminazione dei pilastri. Al centro della grande vasca sarà poi realizzata la piattaforma che servirà per rappresentazioni ed eventi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani