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Livorno

Violenza

Picchia e chiude in casa la compagna: la polizia fa irruzione e lo arresta


	Due volanti della polizia di Stato (foto d'archivio)
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Due volanti della polizia di Stato (foto d'archivio)

Terrore sul Pontino: la donna soccorsa con un occhio nero e ferite sul volto. L’uomo, 30 anni, è in carcere

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LIVORNO.  Le avrebbe impedito di uscire di casa, picchiandola selvaggiamente. L’ultimo episodio martedì scorso, all’interno delle mura domestiche, quando la trentaquattrenne livornese è stata presa a pugni e portata in ospedale in ambulanza con un occhio pesto e sangue sul volto. Per questo un trentenne tunisino è stato arrestato dalla polizia di Stato per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, visto che dopo l’irruzione in casa degli agenti della questura, avvertiti dalla vittima attraverso il 112 e poi tramite la sala operativa cittadina di viale Boccaccio, avrebbe pure aggredito un poliziotti, poi andato a farsi refertare al pronto soccorso. Il Tirreno omette di scrivere il nome dell’uomo per rendere riconoscibile la compagna, presunta vittima delle sue violenze, stando alla querela presentata.

Secondo l’accusa, prima del pestaggio di martedì scorso, un’altra aggressione sarebbe avvenuta nel settembre del 2023, mese di inizio – secondo la procura – dei maltrattamenti. In entrambe le occasioni la trentaquattrenne è stata accompagnata al pronto soccorso e poi dimessa con sette giorni di prognosi.

Dopo quest’ultimo caso, però, per il compagno si sono aperte le porte del carcere delle Sughere, dov’è stato accompagnato dai poliziotti in regime di custodia cautelare su richiesta della pubblico ministero titolare del fascicolo, Antonella Tenerani, per evitare il ripetersi delle violenze. Venerdì scorso, nel penitenziario, si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Mario Profeta, durante il quale l’indagato – difeso dall’avvocata Barbara Luceri e residente nel rione del Pontino, dove si sarebbero svolti i fatti contestati – si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo è disoccupato e vive in Italia da un anno, dopo essere entrato in Europa dalla Spagna e aver presentato una richiesta di asilo politico. La compagna lo accusa di averla sottoposta a condizioni di vita umilianti, tanto da impedirle di uscire di casa. 

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