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Piscine, il gestore risponde "ni": il Comune ormai punta ad un piano B
Sport Management conferma la liquidazione di Officina. Parte la diffida: «Garanzie sull'apertura o richiesta danni»
LIVORNO. Serve un'impresa per tornare in vasca. L'avevamo scritto il 13 luglio. Lo ribadiamo oggi che la situazione, alla luce dei recenti sviluppi, appare ancora più ingarbugliata. Anche se il sindaco Luca Salvetti nutre sempre la speranza di riaprire le piscine comunali a settembre e sta pressando gli uffici perché si accelerino i tempi in vista di un ormai quasi certo nuovo bando per un affidamento provvisorio. Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 12 luglio.
Flop officina dello sport. Il Tirreno apprende che i soci veronesi da poco più di 24 ore hanno bocciato la proposta di Officina dello Sport - la controllata nata in via Mastacchi ed ora nella galassia Sport Management - di ricapitalizzare la società. Anzi. A fronte di un quadro finanziario in rosso e di una crisi che l'epidemia covid-19 ha accentuato, dal quartier generale di Sm si è deciso di mettere in liquidazione il braccio operativo che gestisce le tre piscine comunali livornesi: la Camalich, la Neri e la Bastia. Si alza, insomma, bandiera bianca rendendo ancor più fosco quel quadro di incertezza che da alcuni mesi fa da cornice alla vicenda piscine e preoccupa atleti, frequentatori, istruttori e associazioni.
Braccio di ferro col Comune. Perché c'erano già state avvisaglie dell'acuirsi di una crisi che per la verità viene da lontano, come quando a giugno, SM aveva svuotato le piscine e successivamente si era aperto un carteggio col comune sui costi di gestione e sugli interventi di manutenzione necessari per una rapida riapertura. Il braccio di ferro si acuisce quando SM chiede al comune un impegno finanziario aggiuntivo perché lo stop del covid, il blocco delle entrate e l'incremento di spese legate soprattutto alle sanificazioni, stanno minando le casse della società. Per palazzo civico, tuttavia, la richiesta è insostenibile - come sostiene in conferenza stampa, poco prima della ritirata di Sport Management, Luca Salvetti -. In sostanza si chiede di triplicare i contributi (da 200mila a 600mila euro annui) a fronte di un canone concessorio di 50.000 euro l'anno. Se in municipio si pensa (e spera) di poter comunque gestire la vicenda inchiodando il gestore alle proprie responsabilità (impegni sottoscritti in convenzioni decennali), ecco però che il 12 luglio la vicenda prende una piega inaspettata. Il flop di Officina dello Sport con la scelta del management veronese della messa in liquidazione.
L'ultimatum di palazzo civico. La reazione dell'amministrazione comunale non tarda. In consiglio comunale l'assessora al Bilancio Viola Ferroni indica la strada che la giunta ha scelto di intraprendere: lettera urgente a SM, richiesta di aprire le piscine con un impegno in una risposta da formalizzare in 5 giorni e, in caso negativo o di non risposta, l'avvio delle procedure per lo scioglimento del contratto con richiesta danni (l'avvocato Cenerini è incaricato di seguire la vicenda). Fin qui la storia è in parte nota. Quello che non è noto è quel che succede dopo.
La risposta da Verona. E cioè Sport Management, in data 17 luglio, risponde al Comune di Livorno con una lettera firmata da Roberto Fedeli, presidente di Officina dello Sport. Nella lettera si conferma la rinuncia alla ricapitalizzazione. Si fanno presenti problemi finanziari legati alla pandemia ed in quadro di riduzione delle risorse, si informa che è stata decisa la nomina di un liquidatore. Si assicura che è stata eseguita la manutenzione e che dal 6 luglio le due vasche da 50 mt e da 25 mt Camalich e Neri sono pronte per essere riaperte. Però non c'è un cenno alla possibilità che sia SM a riaprre le piscine. E non si parla della Bastia, dove oltre alla piscina - ricorda Salvetti - c'è la palestra. Insomma, l'impressione è che da Verona si prenda tempo; al che il Comune invia una nuova diffida al gestore, sollecitando una risposta entro 5 giorni. Chiede ancora se SM è pronta ad aprire le tre vasche i primi di settembre. «E' chiaro che se entro lunedì - chiosa il sindaco - non arriverà una risposta precisa o sarà negativa, avvieremo le procedure per risolvere il contratto». Danni compresi. Intanto però lunedì scorso in Comune c'è stata una riunione per accelerare con le procedure per la manifestazione di interesse. «Ho chiesto agli uffici se ce la facciamo per settembre». E' il piano B, quello dell'affidamento provvisorio in attesa di un bando decennale. Ora la strada più probabile. Ma farcela in poco più di un mese è un'impresa.
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