Italia, Raspadori: «Voglio il mio spazio, possiamo fare male alla Spagna»
L’attaccante: «A 24 anni non mi sento più un giovane del calcio, sono ambizioso e spero di mettere in difficoltà Spalletti. I libri? Ora ho la testa solo all’Europeo»
Sereno, sorridente, concentrato e con le idee chiare. «Questo Europeo me lo sto giocando al massimo, come ho sempre fatto e come cerca di fare ognuno dei ventisei giocatori che è qui in Germania . L'obiettivo è mettere in difficoltà il mister nelle scelte, anche se lui è ovviamente dalla nostra parte. Noi dobbiamo rendere in allenamento in più possibile». L’attaccante azzurro Giacomo Raspadori per carattere non è uno abituato a fare polemiche. Mai una parola fuori posto nelle tante stagioni vissute al Sassuolo, dov’è cresciuto ed esploso, tantomeno a Napoli, dov’è approdato la scorsa stagione alla corte di Luciano Spalletti. Tecnico col quale ha vinto lo scudetto e che ha ritrovato in Nazionale. Il ct ne conosce le qualità, a cominciare dalla duttilità, la professionalità e la capacità di accettare ogni scelta e semmai lottarci contro, nella speranza di far cambiare idea a chi non lo ritiene una prima scelta. Jack sa perfettamente qual è il suo ruolo di riserva, prontissimo a sfruttare eventuali occasioni.
A Dortmund ha esultato dalla panchina, l’Euro 2024 per lui deve ancora iniziare, ma quello che porterà due squadre a giocarsi la finale di Berlino il 14 luglio è un percorso lungo, e ci sarà bisogno di tutti. Per cui non fa del vittimismo, nè cade in provocazioni: «Non mi sento sottostimato - ha spiegato nella conferenza stampa di ieri a Casa Azzurri - sono in un gruppo di giocatori fortissimi, sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti degli altri colleghi sentirsi così. È vero, non ho avuto quella continuità che avrebbe portato certi benefici, ma c'è da non mollare mai e continuare a lavorare al massimo. La mancanza di continuità può portare a un po' meno di brillantezza - ammette - ma per come sono fatto io non penso di aver perso qualcosa, penso di essere al cento per cento. Conscio del fatto che partecipare ad un campionato Europeo è una delle cose più belle che possano capitare ad un calciatore».
“Raspa” è uno dei campioni d'Europa del gruppo di Spalletti. Nel 2021 fu la sorpresa scelta da Roberto Mancini poco prima di quell'avventura che si concluse in trionfo. Rispetto a tre anni fa l'attaccante bolognese si sente molto più maturo: «Sono consapevole di quelli che sono i miei mezzi, nel 2021 ero alle prime convocazioni, era una cosa inaspettata, non che quella di oggi sia stata scontata, per nulla, anzi è motivo di grande orgoglio far parte di questo gruppo. Adesso mi sento pronto».
Raspadori sa stare al suo posto, ma è chiaro che dentro di lui arde l’ambizione di poter essere protagonista. Togliendosi di dosso l’etichetta di eterno ragazzino: «A 24 anni non mi considero più un giovane del calcio - rivendica - ma lavoro per crearmi più continuità. Sono un ragazzo ambizioso e voglio ritagliarmi più spazio possibile. Quello della cultura dei giovani è un problema che va avanti da tempo in Italia: qui uno a 24 anni è considerato giovane poi magari all'estero alla stessa età hanno già 150-200 partite da titolare. Io non mi reputo giovane e spero che ci sia l'opportunità di far giocare e far sbagliare i giovani. A Sassuolo con mister De Zerbi io ho avuto questa fortuna, non è scontato in Italia».
Così come non è scontato, parole sue, essere in Nazionale: «Mi sono sempre sentito parte di questo gruppo. Se anche quando giochi poco sei tra i convocati senti che la fiducia del ct è molto alta. Spalletti è sempre lui, lo conosco bene, trasmette carica in ogni istante. Nel caso di una chiamata voglio farmi trovare pronto».
E chissà che questa occasione non arrivi domani a Gelsenkirchen contro la Spagna: «Per come stiamo preparando la partita abbiamo visto che ci sono diversi aspetti sui quali puntare per farle male, anche se la Spagna gioca a ritmi davvero molto alti e lo ha dimostrato contro la Croazia. Hanno una grandissima riaggressione quando perdono palla: quando la riconquisteremo noi, dovremo metterla in sicurezza e cercare di creare qualche occasione».
Sulle favorite per la vittoria finale, invece, Raspadori fa due nomi: «Per le individualità che hanno, direi Inghilterra e Francia, ma il bello del calcio è che ci sono tante variabili che contano per arrivare a un risultato».
Dalla Nazionale al Napoli, dove Raspadori troverà Antonio Conte: «Il mister mi ha chiamato, ci dobbiamo ancora conoscere di persona, ma adesso sono concentrato su questo Europeo, penso sia il sogno di ogni ragazzo». Talmente concentrato da mettere da parte per il momento i libri, lui studente iscritto al corso di laurea triennale in Scienze Motorie, indirizzo Calcio dell’Università Telematica San Raffaele Roma. Al momento piuttosto che sfogliare un manuale di anatomia, come spesso è stato visto fare a Coverciano, meglio svagarsi con i compagni in ritiro. «Facciamo gruppo, stiamo passando dei bei momenti insieme e questo è un aspetto che può darti quel qualcosa in più. Per adesso non studio, sono concentrato sull'Europeo». Al massimo Jack studia su come farsi spazio in questa Nazionale e nel Napoli di Conte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
