È morto Ratko Mladic, il “boia di Srebrenica”: il generale serbo-bosniaco aveva 84 anni
Condannato all’ergastolo per genocidio e crimini di guerra, era detenuto all’Aja dal 2011 dopo 16 anni di latitanza
Ratko Mladic, il generale serbo-bosniaco condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, è morto a 84 anni mentre scontava la pena all’Aja.
Chi era Ratko Mladic
Mladic fu comandante delle forze serbo-bosniache durante la guerra in Bosnia-Erzegovina degli anni Novanta. Sotto il suo comando le truppe serbe furono responsabili di alcune delle peggiori atrocità del conflitto, tra cui l'assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica.
Il conflitto provocò oltre 100mila morti e più di un milione di sfollati. Mladic divenne una delle figure più note e controverse della guerra, indicato dalla stampa internazionale come il «macellaio della Bosnia».
Il massacro di Srebrenica
Nel luglio 1995 le forze guidate da Mladic conquistarono Srebrenica, allora dichiarata dalle Nazioni Unite «area protetta». Nei giorni successivi furono uccisi più di 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi, in quello che è stato riconosciuto come genocidio.
Gli uomini e i ragazzi furono separati dalle donne e dai bambini, quindi trasferiti in diversi luoghi e uccisi. I corpi vennero successivamente sepolti in fosse comuni, in un'operazione che rappresentò uno degli episodi più atroci delle guerre jugoslave.
L'assedio di Sarajevo
Mladic ebbe inoltre un ruolo centrale nel lungo assedio di Sarajevo, iniziato nel 1992. La capitale bosniaca rimase sotto il fuoco delle forze serbo-bosniache per circa 42 mesi, con bombardamenti e attacchi dei cecchini contro la popolazione civile.
Gli ordini impartiti durante l'assedio furono successivamente utilizzati come prove nei procedimenti giudiziari internazionali contro Mladic.
La latitanza e l'arresto
Dopo la fine della guerra, Mladic rimase latitante per quasi 16 anni. Ricercato dal tribunale internazionale dell'Aja, riuscì a sottrarsi alla cattura anche grazie alla rete di protezione che lo circondava.
Fu arrestato in Serbia il 26 maggio 2011, in un villaggio vicino a Zrenjanin, e successivamente trasferito all'Aja per essere processato.
La condanna all'ergastolo
Il processo all'Aja si concluse nel 2017 con la condanna all'ergastolo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La sentenza venne confermata in appello nel 2021.
Mladic non ha mai mostrato pentimento per le proprie responsabilità e ha continuato a respingere le accuse nei suoi confronti. Durante il processo mantenne un atteggiamento fortemente polemico nei confronti dei giudici.
Gli ultimi anni in carcere
Negli ultimi anni le condizioni di salute di Mladic si erano aggravate. Aveva subito diversi ictus e la sua famiglia aveva chiesto che gli fosse consentito di trascorrere gli ultimi giorni di vita in Serbia. La richiesta era stata respinta dalle autorità giudiziarie internazionali.
Mladic è morto infine in un ospedale penitenziario delle Nazioni Unite all'Aja, dove stava scontando la condanna all'ergastolo.
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