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Morto bimbo di 13 mesi all’asilo: il sospetto della broncopolmonite virale

di Redazione web

	La tragedia in un asilo di Parma (Foto di repertorio)
La tragedia in un asilo di Parma (Foto di repertorio)

Gli esiti dell’autopsia ribaltano le prime ipotesi investigative e orientano la Procura verso l’archiviazione delle educatrici presenti quel giorno al nido comunale

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La svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo di 13 mesi deceduto nel sonno a dicembre 2025 in un asilo nido comunale di Parma arriva dalla relazione autoptica depositata nei giorni scorsi. Il documento, firmato da Valentina Bugelli, docente di Medicina legale dell’Università di Parma, e dall’anatomopatologo milanese Gaetano Bulfamante, chiarisce che il bambino non aveva ingerito alcuna sostanza pericolosa: a causare il decesso sarebbe stata una broncopolmonite bilaterale di probabile origine virale, evoluta in una insufficienza respiratoria acuta con interessamento delle leptomeningi.

Le ipotesi iniziali smentite

Una conclusione che ribalta una delle prime ipotesi investigative, quella di una possibile polmonite ab ingestis provocata da cibo o piccoli oggetti raccolti durante la giornata al nido. L’esame medico-legale, invece, esclude questa pista e diventa ora l’elemento centrale nelle valutazioni della Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati le tre educatrici presenti il 3 dicembre 2025, giorno della tragedia.

La posizione delle maestre

L’indagine, finora, non aveva portato a misure cautelari né a provvedimenti disciplinari da parte della struttura comunale. L’unico punto da chiarire riguardava un’eventuale carenza nella vigilanza durante il riposino pomeridiano. Secondo quanto ricostruito, il bimbo era stato adagiato nel lettino come di consueto, ma al momento del risveglio non dava più segni di vita. I tentativi di rianimazione del 118 e il successivo trasporto in ospedale non erano riusciti a salvarlo.

Verso l’archiviazione

Alla luce dell’autopsia, l’ipotesi di responsabilità delle maestre appare sempre meno sostenibile e si profila la possibilità di un’archiviazione. Restano però aperti altri interrogativi: come mai nessuno aveva colto segnali di una condizione clinica così compromessa? Il bambino era stato visitato nei giorni precedenti? E da chi?

Gli interrogativi ancora aperti

Sono aspetti che la Procura e i consulenti delle parti dovranno ancora approfondire, mentre la famiglia attende risposte definitive su una morte tanto improvvisa quanto devastante.

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