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Eurovision 2026, raffica di ritiri: ecco chi rappresenterà l’Italia

di Redazione web

	Tutto pronto per l'Eurovision 2026
Tutto pronto per l'Eurovision 2026

L’Austria accoglierà la manifestazione dopo la vittoria del 2025, firmata da JJ (Johannes Pietsch) con Wasted Love

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L’Italia sarà regolarmente in scena all’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio. La Rai aveva già formalizzato la partecipazione lo scorso dicembre, rivendicando il ruolo di Paese “Big Five” e il contributo storico dato alla crescita del concorso. Una scelta che oggi assume un peso politico ancora più evidente, dopo l’ondata di proteste che ha investito l’evento per la decisione dell’EBU di mantenere Israele tra i concorrenti.

Un’edizione segnata dalle defezioni

La presenza di Israele ha infatti provocato un boicottaggio senza precedenti: Irlanda, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia hanno annunciato il ritiro e hanno fatto sapere che non trasmetteranno l’evento nei rispettivi Paesi. Una presa di posizione che ha trovato eco anche nel mondo della musica, dove diversi artisti hanno espresso pubblicamente il proprio dissenso. Tra questi, Levante, che a gennaio aveva dichiarato che non avrebbe preso parte all’Eurovision in caso di vittoria a Sanremo.

Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia

A difendere i colori italiani sarà Sal Da Vinci, fresco vincitore del Festival di Sanremo 2026. Subito dopo il trionfo al Teatro Ariston, l’artista ha confermato la sua disponibilità a partecipare alla competizione europea: «Dedico questa vittoria alla gente. Eurovision? Certo che andrò», ha dichiarato. Porterà sul palco della Wiener Stadthalle il brano Per sempre sì, con cui ha conquistato il pubblico e la giuria del festival.

Vienna ospita la 70ª edizione

L’Austria accoglierà la manifestazione dopo la vittoria del 2025, firmata da JJ (Johannes Pietsch) con Wasted Love. Sarà un’edizione simbolica, la numero 70, ma anche una delle più controverse della storia recente, segnata da tensioni geopolitiche e da un dibattito acceso sul ruolo dell’Eurovision come evento culturale e politico.

La posizione della Rai e il confronto interno all’EBU

Nella comunicazione diffusa a dicembre, la Rai aveva sottolineato come l’Italia sia tra i Paesi che più hanno investito nel contest, contribuendo alla sua evoluzione e alla sua popolarità internazionale. L’emittente ha ribadito il valore dell’Eurovision come spazio di incontro tra culture diverse e come piattaforma musicale unica nel suo genere.

Il sostegno alla partecipazione di Israele

Durante le discussioni interne all’EBU, la Rai ha sostenuto la presenza dell’emittente israeliana KAN alla prossima edizione. Una posizione che conferma la volontà di mantenere un ruolo attivo all’interno dell’organizzazione e di non sottrarsi al confronto, pur in un contesto segnato da forti pressioni politiche e sociali legate al conflitto in corso a Gaza.

Un Eurovision diviso tra musica e geopolitica

La frattura tra i Paesi che hanno scelto di ritirarsi e quelli che resteranno in gara riflette un dibattito più ampio: fino a che punto un evento musicale può rimanere neutrale di fronte a crisi internazionali? L’edizione 2026 rischia di diventare un banco di prova per il futuro stesso del contest, chiamato a conciliare la sua vocazione inclusiva con le tensioni del presente.

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