Perché Chiara Ferragni è stata assolta per il “Pandoro Gate”
Non è stata riconosciuta colpevole: «Sono contenta». Prosciolti anche Damato e Cannillo
Il Tribunale di Milano nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio ha prosciolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata per oltre 2 milioni di euro nella vicenda del “pandorogate” e della pubblicità ingannevole legata alla beneficenza e alle vendite del “Pandoro Pink Christmas” di Balocco del Natale 2022 e delle Uova di Pasqua 21-22 di Dolci Preziosi. La sentenza di non luogo a procedere è stata letta dal giudice Ilio Mannucci Pacini nell'aula della terza sezione penale.
Caduta l’aggravante e improcedibilità del reato
Caduta l’aggravante della minorata difesa dei consumatori tratti in “inganno”, che la Procura di Milano definiva nelle «modalità di veicolazione del messaggio» sul web dove Ferragni godeva di credibilità indiscussa, il reato di “truffa” semplice è improcedibile e si è estinto a seguito dei risarcimenti versati dall'imprenditrice, per oltre 3,4 milioni di euro, alle associazioni dei consumatori Adicu, Codacons e a una signora di 76 anni che aveva acquistato diversi pandori per beneficenza. Tutte le parti hanno infatti ritirato le querele a seguito di accordi, tranne la “Casa del Consumatore”, costituita parte civile nel processo con rito abbreviato per chiedere i danni ma senza aver presentato una querela in fase di indagini.
Respinta la richiesta di condanna
Respinta la richiesta del procuratore aggiunto di Milano, Eugenio Fusco, e del pm Cristian Barilli di condannare l'imprenditrice a 1 anno e 8 mesi.
Prosciolti anche Damato e Cannillo
Prosciolti per le stesse ragioni di Ferragni (caduta dell'aggravante e di conseguenza improcedibilità del reato di truffa per remissione di querela) anche il suo ex braccio destro Fabio Damato, già manager delle società titolari dell'immagine della 38enne per cui era stata chiesta la stessa pena, e l'amministratore delegato e presidente di Cerealitalia-ID, Francesco Cannillo (un anno era la richiesta del pm). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Le parole di Chiara Ferragni
«Sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita, è finito un incubo, sono stati 2 anni molto duri, avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta. Sono commossa». Queste le prime parole di Chiara Ferragni uscendo dall'aula del Tribunale di Milano dopo la sentenza di non doversi procedere nei suoi confronti per il reato di truffa.
