Il Tirreno

Il personaggio

Lucio Corsi e topo Gigio: l’appello della libreria e le scommesse sulla “mossa”

di Matteo Scardigli
Lucio Corsi e topo Gigio: l’appello della libreria e le scommesse sulla “mossa”

Grosseto, la libreria Palomar lancia l’appello: si cerca un pupazzo di Topo Gigio

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GROSSETO. AAA Topo Gigio cercasi. A lanciare l’appello è Monica Volpi, titolare della libreria Palomar di piazza Dante; perché questa è la sera del grande duetto di Lucio Corsi con il pupazzo italiano più famoso del mondo, e averne uno tra i tavoli davanti al maxischermo sarebbe il veicolo ideale per far arrivare al menestrello di Vetulonia tutto l’amore dei suoi sostenitori.

Che poi, nella nottata di martedì scorso, fuori dalla Palomar quello di Topo Gigio, era diventato un caso, tra chi era rimasto a bocca aperta nello scoprire che il primo a prestargli la voce (dal 1959 al 1960) era stato proprio il primo vincitore del Festival della canzone italiana, Domenico Modugno, la voce di quella “Nel blu, dipinto di blu” (o “Volare”, che dir si voglia) scelta da Corsi per esibirsi questa sera, e chi (sempre Volpi, in verità) faceva – giustamente – notare che tra pupazzo e canzone «prende tutte le generazioni».

E giù amarcord. Ma anche scommesse (si fa per dire) sulla mossa: il menestrello di Vetulonia farà o non farà il gesto di timidezza che ha reso celebre il pupazzo, con il capo chino e la gamba/zampina sollevata?

Ne era nato un dibattito surreale come «surreale» è la definizione (la prima di tante) che lo stesso Corsi ha dato più volte di Topo Gigio: personaggio di fantasia ma molto reale rispetto a un mondo popolato dall’ipocrisia, e incapace di invecchiare.

Il menestrello di Vetulonia ha sempre premesso di andare fiero di questo duetto: nessuna gag. Mettendo sullo stesso palco il pupazzo e “Nel blu, dipinto di blu” Corsi fa idealmente incontrare di nuovo Modugno con la sua canzone. Una decisione meditata come quella che l’ha portato nella Città dei Fiori seguendo le orme di tanti dei suoi idoli che hanno calcato le assi dell’Ariston; a modo loro: da Lucio Dalla a Ivan Graziani (due volte), da Rino Gaetano a Vasco Rossi.

E oggi Lucio Corsi. «Dipende da come lo fa questo duetto», aveva premesso Stefano “Cocco” Cantini al nostro taccuino, pronosticando: «Se lo fa alla sua maniera, non sarà scontato».

Scontata – per paradosso – è invece l’autenticità del menestrello di Vetulonia, a Sanremo con un brano non scritto per Sanremo ma con in testa l’idea di un album, un disco. E scontata è anche la presenza del “fan club” questa sera alla Palomar; che preannuncia sorprese a tema, aspettando Topo Gigio a braccia aperte.

Il Fantasanremo

Nel frattempo, per chi non lo sapesse, Lucio Corsi è in testa alla classifica del Fantasanremo: il gioco social più in voga del momento, che quasi quasi catalizza più attenzione della classifica vera e propria; dov’è comunque nella cinquina vincente insieme a Simone Cristicchi, amiatino d’adozione.

Infilando una serie di elementi giusti (era circondato da performer, ha distribuito abbracci, si è seduto e ha suonato anche più di uno strumento, poi la sorte lo ha portato a esibirsi dopo mezzanotte e ad essere presentato da un co-conduttore), il favorito è ancora lui. 


 

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