Il Tirreno

Grosseto

Il Conte di Montecristo diventa un fumetto

Francesca Ferri
Edmond Dantès in una delle tavole di Carlo Rispoli per "MonteCristo"
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Edmond Dantès in una delle tavole di Carlo Rispoli per "MonteCristo"

A 63 anni dalla prima e unica riduzione italiana, il grossetano Carlo Rispoli realizza un libro illustrato dal capolavoro di Dumas

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GROSSETO. Dopo sessantatré anni dall’opera di Domenico Natoli esce in Italia una riduzione a fumetto de “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas. Si intitola “MonteCristo” ed è opera dello sceneggiatore e disegnatore Carlo Rispoli, fumettista grossetano, alla sua quinta fatica dopo “Treasure Island”, “Sangue sul Lago Otsego”, “La coccarda rossa, 1861” e “Le due tigri”.

Il volume, edito da Segni d’autore, e stampato a tiratura limitata in 600 copie (prima edizione ottobre 2016), è stato presentato nei giorni scorsi a Lucca Comics, dove è andato a ruba.

«Se si esclude l’opera di Natoli, pubblicata in sole 48 vignette nella collana di “Libri celebri ridotti e illustrati” dal Laboratorio chimico farmaceutico Granelli di Milano, questa è la prima riduzione a fumetto di quest’opera di Dumas – spiega Rispoli –. Anche in Francia c’è un adattamento a fumetti de “Il conte di Montecristo”, ma molto vecchio”.

Con sapienza e rispetto del testo originale, studiando nei minimi particolari il romanzo e i costumi d’epoca, Rispoli si è messo al lavoro esattamente un anno fa.

«Ho riletto tutto il libro e ho viaggiato in macchina con fisso l’audiolibro nell’autoradio», racconta Rispoli.

Centinaia di bozze e disegni più tardi, i temi della giustizia, della vendetta, del perdono e della misericordia hanno preso vita nelle bellissime tavole di “MonteCristo”, il titolo che Rispoli ha scelto per la sua versione a fumetti delle peripezie di Edmond Dantès, dal complotto che lo vede imprigionato, ingiustamente, per 14 anni, alla fuga, al ritorno sotto le mentite spoglie del conte di Montecristo fino al finale, che tutti conoscono ma che potranno scoprire nella nuova, inedita versione a fumetti.

Ma cosa della lunga storia di Dumas ha più catturato l’attenzione, e la matita, di Rispoli? «Sicuramente il discorso della prigione è molto toccante e anche l’ingiustizia che lui subisce mi ha colpito. Dumas ha sicuramente romanzato la cosa ma comunque quella dei carcerati nella prigione del castello d’If a Marsiglia era una situazione drammatica. La vita media dei carcerati, all’epoca in cui è ambientato il romanzo, era di nove mesi».

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“MonteCristo” arriva dopo “L’isola del tesoro” e altri fumetti tratti da romanzi d’avventura e da episodi storici. Perché proprio il capolavoro di Dumas? «Fin da piccolo – racconta Rispoli – ho abitato a Talamone d’estate e tutte le mattine vedevo l’isola di Montecristo. Non ci sono mai stato, ma mi ha sempre affascinato. E così è nata quest’opera”.

“MonteCristo” di Rispoli sarà prossimamente in vendita a Grosseto o può essere acquistato presso l’editore.

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