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Grosseto, parla Piero Camilli: «Di nuovo alla guida del Grifone? Fu solo una chiacchierata tra amici...»
Lo storico ex patron biancorosso: «Attualmente sono lontano, vedo che la squadra sta facendo molto bene e ho lasciato perdere»
GROSSETO. Piero Camilli non ha mai nascosto il suo amore per Grosseto e per Grifone e non lo fa nemmeno adesso. Nell’intervista dopopartita con il Seravezza Pozzi rilasciata da Filippo Vetrini, direttore generale unionista, c’è stato un passaggio nel quale si riferisce di un colloquio di qualche anno fa tra la banca e Piero Camilli, nella quale si parla anche di un possibile ritorno del patron più vincente nella storia dell’Us Grosseto, alla guida della società, al posto di Giovanni Lamioni, che è proprietario della società dal 29 novembre 2022. Il "Comandante" ricorda bene quell’episodio e a scanso di equivoci spiega come sono andate le cose.
«Per sedici anni Banca Tema è stata la mia banca, adesso lavoro con altri istituti - sottolinea Camilli - ma con i dirigenti dell’istituto è rimasta una forte amicizia. Parlando con il presidente Francesco Carri, circa due anni fa, gli espressi, tra una chiacchiera e l’altra, il mio interesse a tornare a Grosseto: "Se Lamioni va via la prendo io". Tutto qui, non ci fu veramente altro, discorsi che si fanno tra amici. Adesso il Grosseto, con un allenatore capace come Indiani, che avevo scelto anch’io a suo tempo, vincerà il campionato, gli faccio tutti gli auguri possibili».
«Francesco Carri – prosegue Camilli – vuole molto bene al Grosseto e devo dire che la banca, in quegli anni Banca della Maremma, ci è stata sempre vicina, finanziandoci diverse operazioni, a cui ho poi corrisposto economicamente. Ai miei tempi in serie C e successivamente in B, quando c’era da fare fideiussioni da un milione le facevano in un minuto, poi provvedevo a ricoprirle. In sedici ho avuto rapporti con la banca eccezionali, hanno sempre supportato il Grosseto, ma io ho sempre risposto a questo supporto. E questo appoggio è stato più importante della sponsorizzazione che ci garantivano. Attualmente sono molto lontano - aggiunge - ho parlato anche tempo fa con altri amici che mi sono fatto in quegli anni che forse sarei ritornato, ma visto che la squadra sta facendo molto bene, ho lasciato perdere. La seguo e sono contento dei risultati che sta avendo».
Piero Camilli, 75 anni, è un passionario del pallone. Prima di sbarcare a Grosseto nella stagione 2000, portò la Castrense, la squadra del suo paese, Grotte di Castro, dalla Terza categoria laziale alla serie D, facendole vincere anche una Coppa Italia di categoria. Per quindici anni (con una contemporanea quota azionaria per alcuni anni nel Pisa) è stato l’anima del Grifone, che con lui ha salito molti gradini delle gerarchie del calcio, arrivando davvero a un passo dalla serie A. Gli inizi non furono facili, con tre stagioni ai vertici (la seconda conclusa al 3° posto addirittura con 74 punti), prima di essere ripescato in C2. E nel professionismo il Grosseto di Camilli, con la collaborazione di allenatori che diventeranno di valore internazionale (Allegri, Sarri e Pioli in testa), ha dato il meglio di se stesso, portando i colori biancorossi prima in C1, poi, al terzo tentativo, in serie B, categoria nella quale l’Usg è rimasta per sei lunghe stagioni, arrivando a giocarsi una memorabile semifinale promozione con il Livorno di fronte a quasi diecimila spettatori allo Zecchini.
Il calcioscommesse, con un patteggiamento di sei punti di penalizzazione, mise praticamente fine all’avventura tra i cadetti. Tornato in serie C, con un tentativo di vendita andato a vuoto, per non dare in mano la società a imprenditori che non l’avrebbero trattata come voleva lui, è rimasto al suo posto per qualche altro anno, prima di annunciare con un fax, che suonava probabilmente come una richiesta di collaborazione, al sindaco Bonifazi che avrebbe lasciato la squadra. E così fu, con gli occhi lucidi per l’emozione. Il "Comandante" ha comunque il Grosseto nel cuore e anche durante l’era della famiglia Ceri si parlò di un suo interessamento all’acquisto della società. Da qualche settimana, Piero Camilli è tornato a guidare la Viterbese, come aveva già fatto in passato: «Stavano retrocedendo in Promozione - dice l’imprenditore nel settore ovino - avevano debiti. Ho rimesso a posto un po’ di cose e adesso squadra e società si stanno riprendendo».
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