Il presidio
Piace il nuovo volto del Grifone Chef Malotti, il piatto è servito
Serie D Una vittoria di carattere dopo due settimane di lavoro
GROSSETO. Piace il nuovo volto del Grifone e non inteso solo riguardo alla persona del neo tecnico, Roberto Malotti, uscito tra cori e applausi convinti della tribuna al termine della sfida vinta col Gavorrano Follonica. Ma piace soprattutto il nuovo volto dato alla squadra, nella sua disposizione sul terreno di gioco e per l’interpretazione degli attori in campo che poi alla fine sono gli stessi delle partite precedenti, in molte delle quali però alla fine era sempre mancato un qualcosa. Un po’ come un buon piatto e Malotti da ristoratore di successo se ne intende certamente, al quale quando lo assaggi manca un ingrediente che sappia esaltarne il sapore. Ora è chiaro che è decisamente troppo presto per sapere se il tecnico fiorentino abbia trovato quell’ingrediente, anche perché di portate da servire ce ne sono ancora undici e soprattutto le prossime quattro fuori casa, su tavoli esterni difficilissimi. Intanto però, si è certamente rivisto il giusto spirito da parte dei giocatori, sotto il profilo della voglia e della fame e non perché Malotti tenga i giocatori a dieta, quanto per la concreta possibilità di arrivare in fondo ad abbuffarsi. Obiettivo al quale forse qualcuno aveva smesso di credere con convinzione e che invece, d’improvviso, eccolo di nuovo alla portata. Due settimane di lavoro, per quanto utili, è chiaro che non possono da sole bastare a cambiare il volto di una squadra che comunque buona lo era già prima. Forse aveva solo bisogno del giusto motivatore o di chi sapesse toccare le corde giuste di ogni singolo giocatore? Possibile, ma lo scopriremo solo più avanti. L’errore più grande, ma Malotti di certo non lo commetterà, sarebbe quello di pensare di aver risolto tutti i problemi. Ma in fondo l’ex tecnico del Montevarchi ha già detto di essere contento per questa vittoria, ma che la squadra che vorrebbe vedere in campo è ancora lontana a divenire e che di lavoro da fare ce n’è ancora tanto. Sarà così sin da oggi, con sullo sfondo la trasferta di domenica prossima in casa della Sangiovannese, per un altra sfida che sarà come sempre, durissima. Con lo stesso Malotti che non ama parlare di schemi e di disposizioni tattiche, quanto piuttosto di mentalità, sacrificio e spirito di appartenenza. Ma se bastasse essere un allenatore duro per vincere i campionati, allora il mestiere di tecnico sarebbe tutto da rivedere. In realtà c’è anche quello nel suo lavoro e così come nella ricerca di un piatto che sappia soddisfare il palato più fine, gli stessi ingredienti (giocatori), semplicemente dosati o meglio, messi in campo in maniera diversa, possono dare un risultato differente. Fatto è che il Gavorrano Follonica, per quanto abbia ben palleggiato per buona parte della partita, non è riuscito a impegnare Raffaelli una volta che una. Fatto è che un undici sceso in campo con quattro attaccanti, ha saputo difendere in ogni zona del campo, per poi produrre anche un discreto numero di occasioni da rete. E questo grazie al grande sacrificio, alla grande abnegazione di tutti quanti. Con una piccola citazione per il giovanissimo Prati, al debutto al centro della difesa con grande personalità. Buona la prima insomma, o il primo, per rimanere in tema e avanti da oggi nella preparazione delle prossime portate, da servire una gara per volta, con i giusti ingredienti.
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