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Giulio Ciabatti in grande spolvero: nei primi 30 al Transanatolia Rally

di Maurizio Caldarelli
Giulio Ciabatti in grande spolvero: nei primi 30 al Transanatolia Rally

Ha percorso 2.350 km in quindici prove speciale cronometrate

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GROSSETO. Brillante risultato per il pilota grossetano Giulio Ciabatti alla tredicesima edizione del Transanatolia Rally, gara internazionale partita il 2 settembre dalla splendida e piovosa città di Samsun, sul Mar Nero, e terminata a Izmir, considerata una delle perle dell’Egeo. La Transanatolia rally, per i piloti e per le case costruttrici, è una delle tappe fondamentali per la preparazione a gare top come la Dakar e l’Africa Eco Race, gare che si svolgeranno il prossimo gennaio. Ciabatti, portacolori della Maremmadakar, a bordo di una Husqvarna 450, ha ottenuto un lusinghiero 26° posto nella classifica generale e un ottimo quinto posto nella speciale graduatoria Castrol Power-Rookie Cup, al termine delle 15 prove speciali cronometrate e 2.350 km. di duro percorso.

«Sono contento di aver portato a termine una corsa bellissima, organizzata perfettamente – commenta Giulio Ciabatti – con i Road-book disegnati dal dakariano Jordi Arcarons, che hanno regalato percorsi e scenari meravigliosi. L’unica nota stonata è stata l’incidente del mio compagno David che ha concluso egregiamente la speciale facendo settanta chilometri con una spalla lussata un vero eroe, peraltro usando solo la navigazione manuale, avendo la strumentazione satellitare fuori uso. L’organizzazione e l’accoglienza sono stati positivi, tanto che abbiamo già confermato la nostra partecipazione per il 2024, con l’auspicio che Stefanucci possa arrivare in fondo a questo straordinario rally».

Come ha anticipato Giulio Ciabatti, si è conclusa nella terza delle sette giornate di gara l’avventura dell’altro grossetano al via, David Stefanucci, anch’egli a bordo di una Husqvarna 450, caduto rovinosamente durante la sesta prova speciale. «Al settantacinquesimo chilometro – racconta Stefanucci - mi si è chiuso l’avantreno della moto e sono stato sbalzato nell’iperspazio con conseguente schianto a terra. Un attimo di confusione e mi rendo conto che qualcosa non va. Riaccendo la moto senza tanto pensare risalgo e parto, ma subito sento che la spalla non va. Faccio qualche chilometro e percepisco sempre più dolore. Mi rimangono da fare circa 70 km, ma tra l’adrenalina, lo sconforto e la paura che sia qualcosa di grave da dovermi far abbandonare il rally tanto sognato, do ancora più gas. Passano i chilometri e finalmente arrivo alla fine della prova speciale, i 70 km più lunghi della mia vita. Appena fermato, la realtà mi presenta il conto: spalla lussata con stiramento dei legamenti. Ho dovuto alzare la bandiera bianca, nonostante abbia provato a convincere i sanitari che ce l’avrei fatta, e ho fatto la seconda parte del rally da accompagnatore».

Ampia la partecipazione italiana al 13° Transanatolia Rally. Due piloti sul podio finale, alle spalle dello spagnolo Pol Tarres su Yamaha. Secondo è arrivato Alessandro Botturi, su Yamaha e terzo Jacopo Cerutti sulla italiana Aprilia, all’esordio su questo tipo di gare e in ottica di test decisivo per la prossima sfida africana della Africa Eco Race di gennaio 2024.


 

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