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Grosseto, il patron Gianni Lamioni: «Mi piacerebbe inaugurare il nuovo stadio in Serie B»

di Maurizio Caldarelli
Grosseto, il patron Gianni Lamioni: «Mi piacerebbe inaugurare il nuovo stadio in Serie B»

La maxistruttura costerebbe circa 30-40 milioni di euro

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GROSSETO. «Il mio sogno sarebbe di inaugurare il nuovo stadio del Grosseto tra quattro anni esatti in serie B». Il patron Giovanni Lamioni ha concluso la serata al centro sportivo di Roselle parlando a cuore aperto ai suoi tifosi, facendo un accenno al progetto di un nuovo stadio che dovrebbe sorgere allo svincolo di Grosseto nord: un’operazione da 30-40 milioni di euro che comprende la realizzazione di un palasport polivalente, campi da tennis e padel, palestra e centro benessere.
«Un gioiello – ha sottolineato – che cercherò di realizzare insieme all’amministrazione comunale, al sindaco e l’onorevole Rossi, che mi stanno dando una grossa mano, per veder concretizzare quest’opera che valorizzerebbe una città che si è convinta di avere poche possibilità, che non è consapevole delle proprie opportunità. Grosseto non ha invece da invidiare niente a nessuno nell’ambito socio-economico e nell’ambito sportivo. Ci sono realtà molto meno suggestive di Grosseto che giocano in categorie superiori. Io farò di tutto per consentirlo».
Nel suo intervento, interrotto dai cori e dagli applausi della platea, ha raccontato anche alcuni retroscena familiari: «Nel mio gruppo stiamo facendo cose importanti, nei prossimi due mesi avremo altre due acquisizioni. In trent’anni di attività imprenditoriale, mia moglie non ha mai detto nulla delle scelte di natura imprenditoriale, nella holding. Nove mesi fa però, quando comunicai alla famiglia che avrei acquistato il Grosseto, ho passato un mese di grandissima tensione, perché mia moglie, che mi conosce bene, disse: “Guarda che i tifosi non li accontenti mai e tu che sei tifoso dovresti saperlo. Vedrai che se fai nove cose bene e una la sbagli, si ricorderanno quella che non hai fatto bene”. Di questo ero consapevole e ho pensato e ripensato e dopo essermi confrontato con i miei figli, con Francesco in particolare, ho deciso di alzare l’asticella questa sfida».
Al momento di diventare il proprietario dell’Usg, lo scorso 26 novembre, Lamioni promise alcune cose: «Di voler salvare il Grosseto da un fallimento, perché era un fallimento acquisito da lì a pochi giorni e di voler salvare la squadra da una retrocessione certa, visto che eravamo penultimi e venivamo da cinque sconfitte di file. Due propositi che abbiamo raggiunto».
«Ho preso però un impegno, quello più faticoso da raggiungere – ha detto ancora l’imprenditore –, ma quello più bello da raggiungere. Il mio obiettivo, la mia sfida era quella di far sognare i tifosi, perché non si può essere tifosi se ti viene inibito il sogno. Io vorrei che il Grosseto con me tornasse a sognare».
«Se riesco a riportare il Grifone in serie B – ha concluso il patron – saranno i miei figli, Francesco e Viola, a decidere se andare addirittura oltre. Questa è la mia sfida». 
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