Italia
Grifone Parla il dg Vetrini. «I tifosi hanno ragione»
GROSSETO. Se la partita col Tau di domenica scorsa era stata definita fondamentale, figuriamoci l’importanza che riveste quella prossima, nella tana del Terranuova Traiana, contro una squadra che in caso di vittoria, aggancerebbe proprio il Grifone a quota 34 punti, trascinandolo nello sconforto più totale. Una ipotesi che nessuno vuol prendere in considerazione, ma che deve aiutare a far capire l’importanza di non perdere questa gara prima di tutto.
A fare il punto sul momento biancorosso, con grande onestà, è allora il direttore generale del Grifone, Filippo Vetrini: «Credo di poter dire che questo è il momento per tutti, di stringersi attorno alla squadra. Sarà poi il risultato finale, dopo le ultime tre partite, a dire se abbiamo fatto bene o se abbiamo fatto male. Non è questo il tempo dei processi, anche se da tifoso, smettendo per un momento i panni di dirigente, non posso che essere d’accordo con chi in questo momento ci contesta. Anzi, debbo dire anche in maniera molto civile, secondo quello che è lo stile di questa città. Parlando alla squadra – prosegue Vetrini – ho detto loro che un conto è retrocedere con prestazioni come quella contro l’Arezzo o con il Flaminia. Un altro, sarebbe farlo replicando quella con il Tau Altopascio. Ci sono ancora tre partite e noi dobbiamo far valere i nostri valori tecnici superiori. Ma i giocatori devono sapere anche che questo non è un diritto acquisito e nessuno ci stenderà i tappeti rossi. Dobbiamo affrontare queste ultime tre gare, come se fossero altrettanti spareggi. Lo dobbiamo ai tifosi, alla proprietà, alla città e a noi stessi. Deve essere un dovere morale per ogni giocatore, uscire dal campo senza avere rimpianti, con senso di responsabilità per la maglia che indossano. Aggiungo che domenica scorsa mi sono vergognato come direttore generale di questa squadra, per una prestazione indegna e imbarazzante».
Ai tifosi invece cosa si sente di dire, chiediamo. «Di starci vicino più che mai in questo momento. Capisco il loro stato d’animo, ma abbiamo bisogno di loro più che mai».
Cosa teme del prossimo avversario? «Parliamo di un campo dove sono caduti Arezzo, Livorno e Pianese, tanto per dire. Temo la loro aggressività e noi non dovremo cadere in quel tipo di partita in cui proveranno a tirarci dentro, ma avere la lucidità di mettere in campo oltre alla grinta, il maggiore tasso tecnico».
Infine l’esito del ricorso alla corte d’appello dello sport, atteso per domani che potrebbe ribaltare il verdetto del campo della gara di San Giovanni Valdarno: si aspetta qualcosa di buono? «Non dico niente. Voglio solo aver fiducia nelle istituzioni. Quello che è accaduto l’ha visto tutta Italia. Non chiediamo niente, solo che sia fatta giustizia», conclude Vetrini.
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