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Il Grifone riprende a volare

Il Grifone riprende a volare

Blitz pirotecnico dei biancorossi che calano il poker già nel primo tempo col Flaminia. I laziali spaventano gli ospiti nella ripresa, il muro dei torelli regge e si può festeggiare

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CIVITA CASTELLANA. Un poker calato, niente bluff e due facce: sfrontato e clinico nel primo tempo, timido e smemorato nel secondo. Il Grosseto torna dalla trasferta di Civita Castellana con un vasto campionario di riflessioni su cosa è andato bene e cosa invece no, ma soprattutto con 3 punti che ne rilanciano le possibilità di raggiungere la salvezza senza passare dai playout in una classifica, quella del girone E di serie D, che nella zona medio-bassa è intasata con un ingorgo che coinvolge altre 7 squadre oltre al Grifone. Serviranno punti in quantità nelle 4 gare (3 contro dirette rivali) che rimangono al termine del campionato per centrare l’obiettivo: 2 di queste – a partire da quella di domenica 16 con il Tau – la formazione di Cretaz le giocherà in campo neutro (Poggibonsi) con le porte chiuse, ma quantomeno senza più il logorante fardello dell’astinenza da vittoria, riconquistata ieri battendo 4-3 il Flaminia ritrovando un piacere che mancava dal 29 gennaio (3-1 in casa al Mobilieri Ponsacco). Da lì in poi il bottino dei punti sarebbe stato misero (appena 4 in 8 turni), molto più del carico di polemiche (vedi proteste per i torti arbitrali e la vicenda grottesca delle porte ribassate di San Giovanni Valdarno: a proposito, il Grosseto non demorderà dopo il ricorso respinto dal giudice sportivo).

Ieri i biancorossi hanno avuto la forza di approcciare con veemenza l’incontro, trovando il vantaggio già al 3’, aiutato dal supporto della buona sorte nell’azione che ha portato all’autogol di Mattia. Un episodio favorevole che ha messo la gara in discesa: il merito del Grosseto è stato quello di non accontentarsi, ma di cavalcare l’onda, siglando il raddoppio al 10’ grazie all’iniziativa di Moscatelli: incursione da sinistra e destro chirurgico sul palo lontano, agevolato dalla marcatura larghissima dei difensori avversari. A metà del primo tempo il gol è arrivato, ma a siglarlo è stato il Flaminia, con Pagliari, sugli sviluppi di un angolo. La terza rete è stata siglata (al 34’) da Diambo, abile a inserirsi coi tempi giusti e a scaraventare in rete, con potenza e precisione, dando valore al servizio da destra di Giustarini. Così come ha fatto Gomes al 40’, pure lui facilitato nel compito dalle sbadataggini della retroguardia dei laziali. A un primo tempo simile a un monologo a tinte biancorosse, è seguito un secondo nel quale quei due colori sono sbiaditi, sin quasi a svanire.

Il Flaminia si è affidato sistematicamente alle palle inattive, consapevole che avrebbero potuto costituire un fattore, complici le disattenzioni del Grifone. È accaduto al 9’, con Cruz, che ha fatto il bis di nuovo su azione d’angolo in pieno recupero non dando scampo a Nannettie facendo credere ai laziali che strappare un punto, per quanto clamoroso, sarebbe stato ancora possibile. E invece il Grosseto, seppur con inaudita sofferenza, glielo ha negato.

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