Sicurezza
Grifone, l’effetto Lamioni
Alla prima della nuova proprietà i biancorossi giocano una gara di cuore e grinta. Sotto di un gol, nella ripresa pareggiano i conti e ribaltano la sfida con Carannante
GROSSETO. Se è vero che il neo patron del Grosseto, Gianni Lamioni, è uno che ama le sfide, allora questa sua prima alla guida del Grifone nasce decisamente sotto una buona stella, con la squadra che gli regala una vittoria sofferta, in rimonta, mettendo in mostra sul campo tutte le caratteristiche che lui aveva chiesto nel giorno del suo insediamento.
Grifone senza Scaffidi e Bramati e con Plitko a sorpresa al debutto tra i pali, preferito a Gil e a Di Bonito. Dall’altra parte, un Flaminia salito in Maremma per fare bottino pieno e proseguire la rincorsa al vertice. Sulle tribune invece, a dire il vero, decisamente meno gente di quanto fosse lecito attendersi per il via di quella che è a tutti gli effetti una nuova stagione. Grosseto che parte bene, mostrando la voglia di far sua la partita, così nel primi minuti, prima Rotondo e poi Tripicchio sciupano delle buone occasioni. Ma il Flaminia c’è e lo fa capire subito dopo, con una clamorosa traversa colpita da Wilson. Passano pochi minuti e tocca a Sirbu spaventare ancora i tifosi biancorossi. Poi lentamente il Grosseto prende in mano le redini del gioco e Aleksic prima e Martino poi tentano la via del gol senza fortuna. Tra il minuto 24 e il minuto 25, la squadra di Liguori (di nuovo in tribuna per squalifica) , prima con Aleksic su splendido invito di Tripicchio e poi con Rotondo, innestato ancora dal dieci biancorosso, si divora due colossali occasioni per portare avanti il Grifone. Alla mezzora invece è capitan Ciolli a cercare la rete con la specialità della casa: il colpo di testa che trova una provvidenziale deviazione in angolo a salvare la porta laziale. Ti aspetti il gol da un momento all’altro e infatti al minuto 38 arriva, ma è il Flaminia a passare con Abreu, più veloce di tutti nel ribadire in rete il secondo legno colpito da Wilson. Nell’occasione, difesa del Grosseto troppo statica. Seguono altri due pericoli per la porta di Plitko e buon per il Grifone che arriva la fine del primo tempo, senza neanche un minuto di recupero.
I torelli tornano in campo dopo l’intervallo ancora più rabbiosi, spronati anche dalle parole di patron Lamioni, sceso nello spogliatoio per parlare alla squadra, come raccontiamo a parte. Al settimo minuto, ottimo lavoro di Aleksic sulla sinistra e palla deliziosa per la testa di Tripicchio che timbra la traversa. Sembra l’ennesima domenica stregata, quando poi Ciolli e Plitko per poco non combinano una frittata, della quale non approfitta Sirbu che spedisce fuori. Invece il Grosseto c’è e con grande voglia e determinazione, come quella di Crivellaro: bravissimo al minuto 19 a farsi stendere in area da Lo Curto. L’arbitro, vicino all’azione, indica senza esitazioni il dischetto del rigore, dal quale Aleksic infila il terzo sigillo personale consecutivo, per il gol del momentaneo pareggio.
Passano pochi minuti e lo stesso Aleksic lascia il posto a Padulano. Ora il Grifone la vuole vincere, sotto la spinta della curva e della tribuna. Così, al minuto 32, ancora Tripicchio, davvero ispirato e vero numero 10, mette dentro una palla che Carannante, bravo nel seguire l’azione, non deve far altro che spingere dentro da due passi, prima di volare sotto la curva senza maglia. È il tripudio generale sugli spalti, con la squadra che non rischia più niente, mentre Rotondo sui titoli di coda del match si mangia ancora un gol su assist del solito Tripicchio. Classifica meno amara e un calendario che può sorridere ai torelli. Per la nuova proprietà, buona la prima.
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