Il presidio
Banini e Barozzi pronti al Mondiale. E tutta Follonica fa il tifo per loro
L’esterno e il portiere si allenano in vista dell’esordio dell’8
FOLLONICA. Martedì 8 novembre sarà il gran giorno azzurro ai campionati del mondo di hockey su pista all’Aldo Cantoni di San Juan con il debutto dell’Italia contro il Cile, prima giornata del gruppo A che vede al via anche Francia e Portogallo.
La squadra del ct Alessandro Bertolucci è arrivata nella valle del Tulúm, in Argentina, dopo un viaggio interminabile lungo più di 30 ore, in questi giorni sta rifinendo la preparazione sulle rive del lago Ullum per entrare al meglio nel clima tutto particolare che si respira in quella che è senza dubbio una delle culle dell’hockey mondiale. «È una bella sensazione – racconta Davide Banini, esterno del Galileo Follonica, assieme al portiere Leo Barozzi uno dei due giocatori del golfo impegnati in Argentina – in questa città c’è così tanta risonanza per l’evento che gli stimoli arrivano da soli così come la voglia di iniziare. Stiamo assorbendo il lungo viaggio, siamo in un residence molto tranquillo e stiamo cercando soprattutto di allenarci il meglio possibile nonostante qualche difficoltà logistica. La squadra è giovane ma ha esperienza in questo tipo di competizioni, probabilmente non siamo i favoriti in questo mondiale ma siamo fra le quattro-cinque squadre che si giocheranno le posizioni di vertice, per noi l’obiettivo deve essere quello di fare bene e provare a vincere tutte le partite a prescindere dall’avversario che incontreremo». Per Davide si tratta di un appuntamento particolarmente sentito e inseguito, soprattutto dopo i problemi fisici accusati nell’uscita più recente con la maglia della nazionale all’ultimo europeo. «Quella competizione non fu per me una bella esperienza – continua Davide – un brutto ascesso non mi permise di giocare se non una sola partita: aspettavo questo mondiale da tempo ancor prima dell’europeo, in mezzo poi c’è stato anche il Covid che ha bloccato l’attività e ora voglio giocare con tutte le mie forze questa competizione».
Se per Davide il mondiale a San Juan è un’esperienza pressoché unica per Leo Barozzi, capitano azzurro e portiere del Galileo, di sfide come queste ce ne sono state tante in carriera. «Però anche per me non sarà un torneo come gli altri – attacca Barozzi – qui siamo nella patria dell’hockey e giochiamo in uno dei palazzetti più importanti al mondo per capienza e passione della gente. Sicuramente sarà un’emozione particolare e diversa dalle altre, il clima è comunque sereno e la squadra è consapevole di affrontare un impegno stimolante e complicato. Allo stesso tempo sappiamo di avere le carte in regola per fare bene e per poter battere tutti, le partite di preparazione hanno confermato che siamo a un buon livello così come i nostri avversari ma quando scatterà la competizione sono sicuro che cresceremo ulteriormente nella convinzione dei nostri mezzi».
Follonica segue con affetto e interesse la spedizione azzurra, orgogliosa di avere due rappresentanti (il terzo, Francesco Banini, è rimasto a casa per infortunio) fra i convocati. «È un grande orgoglio per noi che la città ci stia accanto e ci dia il suo apporto nonostante i tanti giorni di assenza da casa – conclude Barozzi – fa piacere sentire questa vicinanza, speriamo di regalare belle soddisfazioni e di tornare a Follonica carichi e pronti per il prosieguo della stagione». L’Italia rimarrà nel ritiro scelto, a mezz’ora di pullman da San Juan, per tutto il mondiale affrontando anche qualche imprevisto come il primo allenamento svolto in una pista all’aperto con 5 gradi, 30 in meno di quelli trovati all’arrivo in Sud America, problemi comunque prontamente risolti anche grazie alla disponibilità e alla voglia di ben figurare degli organizzatori locali ma soprattutto dei tanti amici e conoscenti che la spedizione azzurra ha ritrovato nella lontana Argentina, pronti a dare una mano per rendere più semplice possibile l’avvicinamento al d-day.
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