«Ora il Grifone ha imboccato la strada giusta». Parola di Bramati
«Sentiamo molto questo derby col FolGav»
GROSSETO. Fabrizio Bramati, talentino della Primavera della Lazio, finì nel taccuino di Piero Camilli una dozzina di anni fa. «Il procuratore voleva farmi fare un’esperienza in B, però arrivato qui la squadra era già pronta e io non trovai posto né in prima squadra, né in Primavera e così dopo poco tempo andai a Crotone. Mi era però rimasta questa voglia di Grosseto e quando mi è stata data la possibilità sono arrivato di corsa». Oggi Bramati, centrocampista dai piedi buoni, ha 29 anni ed è uno dei leader del Grifone, che con tre risultati positivi sta rifinendo la preparazione per la sfida con il FolGav. «Questo derby lo sentiamo – dice Fabrizio Bramati – e lo stiamo preparando con la giusta serenità, perché troppa pressione non va bene, ma è chiaro che viene nel momento in cui stiamo cercando la prima vittoria in casa; come dice il mister specialmente i più giovani l’hanno accusata a inizio campionato. La responsabilità ce la dobbiamo prendere noi grandi, trascinare il gruppo. Stiamo preparando il match come una settimana tipo». Cosa conoscete della squadra di Bonura? «La rispettiamo molto, ma non vuol dire aver paura. È una squadra consolidata, che ha aggiunto qualcosa, che gioca bene; propone, è aggressiva e ha intensità. Ci faremo trovare pronti; abbiamo le nostre armi e sappiamo come controbattere. Ci sentiamo bene. Non abbiamo mai preso come alibi la preparazione fisica o lo staff precedente, che comunque ringrazio, perché quando c’è un esonero è colpa di tutti. Adesso abbiamo cambiato percorso, modo di giocare, di allenarci, di interpretare e sicuramente è uno staff molto preparato: ha grande voglia, grandi idee, grande partecipazione e tiene in considerazioni tutti». Cosa è cambiato? «Parto dall’inizio. Abbiamo fatto un bel ritiro, abbiamo lavorato bene, poi qua è venuto a mancare qualcosa. Mi prendo la responsabilità, perché ero il capitano. L’ingresso di Liguori e del suo staff ci ha dato una mano. Noi lavoriamo tanto, ci mettiamo del nostro e poi i risultati aiutano sempre. Quando viene il risultato lavori bene in settimana, aumenta la fiducia, il gruppo si consolida, ci si conosce anche meglio e si stanno sistemando tante cose. Io vedo finalmente la strada giusta: al di là del risultato, c’è un percorso giusto che dobbiamo seguire».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
