Il Tirreno

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Serie D

Grifone, veleni in sala stampa

di Paolo Franzò
Salvatore Guida e Claudio Anellucci
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Salvatore Guida e Claudio Anellucci

La presentazione della nuova proprietà è stata conclusa prima del previsto a causa dell’intervento dell’amministratore delegato. Poi sollevato dall’incarico

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GROSSETO. Una conferenza stampa tra le più bizzarre, alla quale si sia mai assistito in casa Grosseto, quella di ieri che doveva sancire e svelare alla città e ai tifosi la nuova proprietà del Grifone. Una presentazione terminata prima della sua conclusione naturale, dopo l’intervento inatteso dell’amministratore delegato, Luigi Cinelli, presente in sala: subito dopo il direttore generale Pierluigi Petritola ha congedato tutti.

Parole non gradite dal presidente Nicola Di Matteo che in serata ha fatto diffondere un comunicato nel quale sospende Cinelli «da ogni carica e ne chiede l’allontanamento da ogni struttura di interesse della stessa società» (Roselle e Zecchini), chiede che gli venga vietato di entrare in contatto con i tesserati. E si riserva di «procedere nelle sedi opportune per tutelare la propria immagine da situazioni screditanti e/o oggettivamente deliranti» come quella di ieri.

Clima teso, durante e dopo. L’incontro era cominciato con Salvatore Guida, prossimo presidente dell’Us Grosseto, che si è presentato scusandosi per il ritardo e per le modalità. «Sarei voluto passare prima attraverso le istituzioni della città – ha spiegato Guida – per presentarmi a cose fatte, ma la fuga di notizie ha fatto sì che oggi mi trovi qui davanti a voi a spiegare quel che è stato e quel che sarà. È vero che inizialmente la mia intenzione e quella dei partner che sono con me era quella di entrare solo in quota in società. Poi, Di Matteo mi ha proposto l’acquisto in toto e assieme ai miei soci abbiamo detto di sì. Resta da ratificare il tutto e questo avverrà la settimana prossima, ma si tratta solo di dettagli».

Perché Guida si è imbarcato in questa avventura? «Perché sono un appassionato di calcio – risponde – e da tempo cercavo una squadra da prendere. È chiaro che da solo non potrei gestire una situazione del genere, ma a tempo debito conoscerete anche i miei partner che sono tutte aziende romane del settore della ristorazione e della torrefazione e che conosco, in quanto ho una società di consulenze legali nella capitale proprio in quell’ambito. Ho una passione per il calcio che mi deriva dall’amicizia con Claudio Anellucci, col quale abbiamo delle attività nel calcio in Argentina».

Anellucci, presente a sua volta al tavolo con Guida e Petritola, non riesce a intervenire, per via della successiva brusca interruzione della conferenza stampa. Agente Fifa ed ex procuratore tra gli altri di Cavani e Dybala, dovrebbe entrare in società come direttore tecnico. Da anni lavora anche in Argentina, dove ha una cantera di giovani, sui quali lavora per portarli in Europa e dal 2016 vi collabora anche Guida.

Ancora Guida, incalzato dalle domande: «Non amo i riflettori e la pubblicità. Di base sono un timido, ma credetemi, siamo qui con le migliori intenzioni. Tuttavia, so bene che le parole contano poco e che il giudice sarà il campo. Ma se siamo qui è perché evidentemente le risorse economiche ci sono. So anche che la piazza adesso è diffidente verso di noi e lo capisco, ma quello che conta sono i risultati e su quelli poi saremo giudicati. Con Di Matteo, ripeto, abbiamo fatto praticamente tutto, con tanto di trasferimento di denaro. Lunedì avremo una assemblea ordinaria e in settimana (mercoledì 14, ndr) , chiuderemo il tutto ufficialmente. Abbiamo le idee chiare, vogliamo rinforzare la squadra sul mercato, perché non siamo certo qui per l’obiettivo della salvezza».

Le cifre: si parla di seicentomila euro messi dal nuovo gruppo: «Non è proprio così, ma ripeto, è tutto fatto. Anche se speravo in un po’ di sconto». Inutile cercare di avere i nomi dei partner di Guida: «Al momento opportuno saprete tutto». Il mercato? «Ci saranno uscite e entrate, ma al momento anche qui nomi non ne faccio, perché siamo alla vigilia di una partita importante e non vogliamo turbare la serenità della squadra».

In sala c’è anche Andrea Mussi, nuovo direttore sportivo designato che però si allontana prima che possa essere avvicinato. Sul suo ruolo nelle ore successive cresce qualche dubbio, perché pare che le parti si debbano rivedere lunedì, ma non sembra più così sicuro che sarà lui ad occuparsi del mercato del Grifone. Insomma, forse turbato dal finale della conferenza, Mussi si sarebbe preso un momento di riflessione.

E infine l’intervento di Luigi Cinelli, chiamato in causa da Guida che parla di un altra strada intrapresa dallo stesso Cinelli e che per questo non sarebbe seduto al tavolo con gli altri dirigenti. Ne nasce un battibecco piuttosto stizzito, sebbene educato, con Cinelli che invita Petritola a tacere e dice: «Nessuno mi ha detto che il Grosseto era stato venduto. Ad oggi sono ancora l’amministratore delegato del Grosseto e queste persone che stanno parlando non mi rappresentano niente. Non mi pare corretto che si parli a sproloquio della mia persona, perché ripeto, al momento io sono il legale amministratore delegato e lei (rivolto a Guida, ndr), non è niente». In serata, il comunicato che lo solleva dall’incarico.
 

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