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Il grande rebus del Green pass per le società dilettantistiche
Senza quello rafforzato non si potrà svolgere alcuna attività Ma ci sono dubbi sull’applicazione a coloro che frequentano gli impianti
grosseto. Varato dalla Figc il nuovo protocollo sanitario per il contrasto e diffusione del Covid, denominato “Versione 5 Final”, riservato al calcio dilettantistico e giovanile della nostra regione. Una miriade di indicazioni e quant’altro: seguirlo punto, punto però è molto difficile.
Un vero e proprio rebus per gli addetti ai lavori del calcio nostrano. Tantissime sono le prescrizioni suggerite, alle quali tutte le società dilettantistiche e quelle che operano nel settore giovanile dovranno attenersi per poter svolgere l’attività sportiva. Poi, si aggiungono quelle da seguire per la quarantena in caso di contatto con soggetto positivo: lì davvero, seguire tutto diventa un vero e proprio ginepraio. Attenzione, però tutto questo si applica ai dilettanti e non al calcio professionistico. Per quest’ultimi, la Federazione ha riservato un altro protocollo.
Vediamo di riassumere i tratti salienti di questo Protocollo. Intanto, i punti cardine del “Protocollo Figc” sono quelli rivolti alla prevenzione del contagio, che poi sono uguali a quelli indicati per la normale vita quotidiana: distanziamento, uso della mascherina Ffp2 (o superiore) e frequente igienizzazione delle mani. E ancora: «Per partecipare a competizioni, gare, tornei ed eventi agonistici, gare amichevoli e sedute di allenamento di gruppo, sia dilettantistici, giovanili che di base, di livello nazionale, regionale e provinciale, all’aperto o al chiuso (qualora permesse in base al colore delle Regioni di riferimento), è consentita esclusivamente ai soggetti muniti di Green pass rafforzato». Aggiunge poi che: «Tale disposizione non si applica ai bambini sotto i 12 anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale, su base di idonea certificazione medica come previsto dal Ministero della salute».
Quindi, aggiungiamo noi, chi non è in possesso di Green pass rafforzato non potrà svolgere alcuna attività sportiva. E tutte le altre persone che non sono calciatori e tecnici, ma che frequentano gli impianti sportivi, come ad esempio dirigenti, massaggiatori, magazzinieri, custodi, ecc. come si dovranno comportare? Per loro, a leggere quanto riportato nel Comunicato ufficiale ancora non è chiaro in quanto anche agli stessi massimi organismi della Federcalcio regionale viene il dubbio se far applicare la normativa riportata nel decreto che li assimila ai lavoratori, e quindi solo Green pass base, integrata dal decreto di gennaio che prevede il Green pass rafforzato solo per over 50, oppure prevale la normativa relativa all’obbligo di Green pass rafforzato per tutti coloro che accedono agli spogliatoi degli impianti sportivi, come indicato dal decreto di dicembre?
Davvero un bel dilemma da risolvere al più presto, se si vorrà, Pandemia permettendo, di far riprendere i campionati provinciali e regionali, senza poi contare le responsabilità, sia civili che penali alle quali vanno incontro i presidenti di società che non si attengono alle norme e prescrizioni di legge. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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