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Furzi capo degli arbitri grossetani «Ecco il mio piano per la rinascita»
Un passato nel calcio a undici e in quello a cinque: poi osservatore sui campi della Serie D Raccoglie il pesante testimone di Alessio Bargagli, che ha lasciato il timone dopo dieci anni
IL NUOVO CORSO
Luca Furzi, grossetano di 55 anni, è il nuovo presidente della sezione Aia di Grosseto. Succede ad Alessio Bargagli che lascia, per motivi familiari, la guida dei fischietti maremmani dopo dieci anni.
L’elezione di Furzi si è tenuta durante l’assemblea straordinaria appositamente convocata, dove gli associati della sezione maremmana, dopo aver ascoltato la relazione del presidente uscente, hanno provveduto a eleggere all’unanimità il nuovo presidente che guiderà gli arbitri in provincia di Grosseto per i prossimi tre anni.
Luca Furzi, è un “fischietto” di lungo corso, da oltre trent’anni nell’Associazione italiana arbitri. Prima sul campo, dove ha arbitrato sia nel Calcio a undici, arrivando in Promozione, che nel Calcio a cinque. In quest’ultima disciplina ha raggiunto la Serie A. Successivamente, attaccate le “scarpette al chiodo”, è stato osservatore arbitrale in Serie D.
Da dirigente ha ricoperto svariati ruoli all’interno della sezione provinciale dell’Aia, e diretto per alcuni anni i corsi per nuovi arbitri, contribuendo a far crescere qualitativamente le “giacchette nere” maremmane. Un profilo di esperienza per il mondo arbitrale della provincia, che ora ha come impegno quello di proseguire nel migliore dei modi il lavoro del suo predecessore. Un percorso da proseguire, investendo sui giovani e cercando di dare nuova linfa al panorama dei direttori di gara della zona. Ecco le prime parole di Furzi nella sua nuova veste. Una chiacchierata con lui per ascoltare idee, programmi, sogni e ambizioni.
Intanto, complimenti per l’incarico. Essere presidente degli arbitri, in una realtà come quella maremmana, è una bella responsabilità.
«Davvero una grossa responsabilità, in special modo in un momento come questo caratterizzato da due anni di pandemia. C’è bisogno da parte di tutti di un impegno straordinario per essere vicino ai giovani».
Furzi, lei ha un ottimo curriculum e un biglietto da visita di tutto rispetto, da dove vuole partire nel suo lavoro?
«Prioritario in questo momento è seguire i nostri arbitri più promettenti, quelli cosiddetti “di fascia”. Sono in tutto 6 o 7 ragazzi che in regione stanno andando bene. Pertanto, è giusto continuare a seguirli costantemente. Abbiamo in mente per loro riunioni tecniche mirate, sono certo che contribuiremo alla loro crescita arbitrale. Ma anche tutti gli altri devono essere seguiti».
Bargagli dopo dieci anni le lascia una sezione in salute, con alcuni associati a livello nazionale, lei a cosa punta?
«In questo momento a consolidare le nostre due punte di diamante a livello nazionale: Lorenzo Giuggioli e Stefano Giordano, cercando in prospettiva di prepararli per traguardi ancora più prestigiosi in quanto sono nelle loro corde. Poi, nel calcio a cinque regionale abbiamo Riccardo Muto. Un ragazzo con ottime possibilità per un passaggio al nazionale in Serie B».
Oggi più che mai c’è carenza di arbitri a tutti i livelli, abbiamo visto arbitri di Serie A che dirigono anche gare provinciali, cosa ha intenzione di fare? «Puntare maggiormente sul reclutamento per la ricerca di nuove leve. Ottima è l’iniziativa lanciata da quest’anno dall’Aia e della Federazione sul doppio tesseramento arbitro-calciatore. Con questa viene data la possibilità a un giovane calciatore, l’età massima è diciassette anni, di poter sia giocare per la propria squadra che arbitrare. Abbiamo bisogno di nuovi arbitri oggi più che mai. La pandemia, come detto, ci ha messo del suo, ma noi dobbiamo trovare nuove vie per il rilancio del nostro movimento e contribuire così a dare un servizio adeguato al calcio e alla Figc».
Da chi sarà composta la sua nuova squadra dirigenziale?
«Ho riconfermato tutti i consiglieri uscenti. Stefano Giordano, Claudio Pepi, Marco Lamioni, Raffaele Lampedusa e Giacomo Robecchi, che erano con il presidente uscente. Poi, ho lasciato alcune caselle vuote. Una di queste sarà sicuramente riempita a giorni da un giovane, che si occuperà dell’associativo con l’obiettivo di aggregare tutto il gruppo. Dopo due anni di pandemia, abbiamo bisogno anche di quest’ultimo aspetto».
La sezione Aia di Grosseto attualmente ha in organico tra arbitri e osservatori circa settanta associati, con le due punte di diamante rappresentate dall’assistente arbitrale Lorenzo Giuggioli in Serie C e Stefano Giordano, arbitro in Serie D. Forse un po’ poco per una sezione come quella grossetana, che solo alcuni anni fa vantava un arbitro in Serie A e tantissimi altri associati a livello nazionale.
Al presidente Luca Furzi, e a tutti gli arbitri maremmani l’augurio di risalire presto la china, così da riportare la sezione ai fasti di un tempo. La corsa al rafforzamento della classe arbitrale grossetana firmata Furzi è appena iniziata. I propositi sono scintillanti, la base è buona e l’entusiasmo non manca. La speranza è che in un futuro non troppo lontano arrivino anche i primi frutti concreti.
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