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Primo al traguardo ma squalificato per “l’effetto scia” causato dal padre
Federico Bartalucci aveva vinto la Cronoscalata Argentario Babbo stupito e addolorato: «Impossibile lo abbia favorito»
Pierluigi Sposato
Grosseto. «Ho vinto la Cronoscalata dell’Argentario, in bici. Ma solo quando sono arrivato alla premiazione ho scoperto di essere stato squalificato. Perché? A voce mi è stato detto che qualcuno aveva visto che sarei stato aiutato da mio padre, che mi precedeva con la bicicletta elettrica. Ma qui non ci può essere stato nessun effetto scia».
A parlare è Federico Bartalucci, 29 anni, geometra di professione, ciclista amatoriale (agli inizi in mountain bike) da una decina di anni, con una bacheca piuttosto ricca, anche per i successi di questa estate, anche fuori provincia. Gli manca, però, l’alloro della Cronoscalata di qualche settimana fa che aveva conquistato sul campo.
Ed è lui stesso, insieme al padre Fausto, a spiegare cosa era avvenuto quella domenica. Partenza uno alla volta dalla strada provinciale, salita verso i Passionisti e poi ancora più su, un totale di 9,8 km, ottanta i partecipanti, traffico aperto. «E quel giorno – dice il padre – c’erano veicoli che passavano, salivano o scendevano. Federico parte, io lo raggiungo dopo circa un chilometro, lo supero, mi metto davanti a lui per motivi di sicurezza: quella strada è piena di curve, può arrivare chiunque all’improvviso. Quanto il traffico è aperto, significa che bisogna rispettare il Codice della strada».
C’erano persone lungo il percorso?
«Io non ne ho viste – risponde Fausto – C’era qualcuno proprio in corrispondenza del piazzale del convento, ma chi fossero io non sono riuscito a capirlo». Poi l’arrivo: «Io ero davanti a Federico, lo precedevo con la bici elettrica di una cinquantina di metri». La corsa termina (Bartalucci era tra gli ultimi a partire), tutti di nuovo sulla statale per le premiazioni.
Risultato?
«Avevo fatto fermare il cronometro su 25’20, era il miglior tempo fino a quel momento e tale si è confermato quando è arrivato anche l’ultimo concorrente, qualche decina di minuti più tardi – spiega Federico – Abbiamo atteso le varie premiazioni ma quando è arrivata la mia categoria, Elite master sport, non sono stato chiamato. Poco prima qualcuno dell’organizzazione aveva affisso sulle bacheche un cartellino con la scritta “classifica provvisoria”. A quel punto abbiamo chiesto spiegazioni».
La risposta? «“Sei stato squalificato perché tuo padre ti ha tirato”. Ma come facevo a tirarlo? – aggiunge il padre – Con quella velocità, in salita, è praticamente impossibile che si possa creare un vantaggio. Sì, posso essere stato un po’ più vicino, per qualche secondo, lo ammetto. Ma non posso aver mai causato un effetto scia».
Chi ha segnalato la presunta irregolarità?
«Prima ci è stato detto che Federico era stato visto dai giudici di percorso, poi da concorrenti – dice ancora il padre – Ho chiesto quale giudice ma non mi è stato detto. Uno dei concorrenti ha confermato di avermi visto davanti ma non ha detto né a che distanza, né dove».
Ci sarà stato qualcosa di scritto?
«No, non c’è verbale. Ci fosse stato, avrei presentato reclamo. Mi sono informato, successivamente: c’è stato qualcosa di irrituale nell’applicazione del regolamento Fci. Ad esempio, la squalifica sarebbe dovuta risultare per scritto».
E quindi niente ricorso?
«Abbiamo capito che non era il caso di discutere, sia per il valore della gara che comunque aveva uno scopo benefico, sia per tutto il resto».
Fausto, lei andrà ancora alle corse?
«Io sono sempre alle corse, spesso do una mano come staffettista. Ci andrò, certo. Quello che posso dire che è che provo un dolore immenso per essere stato considerato la causa della squalifica. È completamente fuori dalla mia mentalità pensare di commettere scorrettezze per favorire qualcuno».
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