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«Il Grifone per vincere deve andare veloce, non camminare come con il Cesena»

Maurizio Caldarelli
«Il Grifone per vincere deve andare veloce, non camminare come con il Cesena»

Piero Camilli, ex presidente di Grosseto e Viterbese, fa le carte alla partita in programma al Rocchi

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Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Nella sua esperienza da patron della Viterbese Castrense, Piero Camilli ha incontrato solo in una stagione il Grosseto, nel campionato di serie D 2015-2016. Allo Zecchini tra i laziali e l’Fc di Max Pincione fini 1-1, a febbraio, nella Tuscia, successo locale per 1-0. Quell’anno la Viterbese volò in serie C.

Per il Comandante quella di domani non è una partita come le altre, soprattutto per la delicata situazione del Grifone. «A Viterbo dobbiamo far punti obbligatoriamente», dice Camilli, riferendosi al suo Grosseto. L’ex patron dell’Us dal 2000 al 2015 segue da vicino le vicende dei biancorossi e sabato scorso si è anche sistemato in tribuna Vip allo Zecchini insieme al presidente Mario Ceri per assistere alla partita con il Cesena. «La squadra – commenta – nel primo tempo è andata male, un po’ meglio nel secondo. Ha l’attenuante di aver giocato contro una squadra esperta che, una volta trovato il gol, ha rallentato i ritmi. Il Grosseto ha provato a rendersi pericoloso con qualche azione confusionaria, ma il problema è che davanti non c’è niente. Potevamo giocare due ore ma non segnavamo».

Cosa manca a questa squadra?

«Ci vuole una punta vera e, a centrocampo, un mediano che velocizzi il gioco. Sia Cretella e Vrdoljak, dei quali non discuto le qualità, sono lenti, non c’è chi ruba palla e crea la superiorità numerica. Ci vuole uno a centrocampo che dia ritmo e gente che punti l'avversario; in avanti uno che tenga la palla. Una bel bomber di categoria lo prenderei a gennaio e gli affiancherei magari un giovane che sta facendo bene in serie D».

Come si esce da momenti così particolari?

«Ho avuto la fortuna nella mia carriera di non passarne mai. Si esce da situazioni del genere con il lavoro, ma serve anche un po’ di qualità. Non vorrei che questi ragazzi si demoralizzassero e finissero per entrare in un brutto tunnel. Magrini? Sta facendo il massimo».

Ma questo girone B è veramente il più difficile dei tre?

«No, il problema è che l’anno scorso ci furono anche situazioni favorevoli che ci portarono in alto: l’Alessandra, contro la quale vincemmo, all’inizio era a pezzi; il Livorno e la Lucchese avevano problemi societari. C’erano tre o quattro squadre condannate prima di partire. Lo stesso Grosseto era diverso: Galligani dava gli strappi, dei quali oggi si sente la mancanza».

Torniamo alla gara di Viterbo, che partita sarà?

«Delicata, ma da vincere. Serve una scossa. La Viterbese gli uomini ce l’ha, però non si fa calcio con le figurine; hanno fatto male finora. Per fare bene a Viterbo, il Grosseto deve tenere i ritmi alti, non camminare, come contro il Cesena».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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