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Il Livorno ha chiesto di giocare le partite al Malservisi-Matteini di Bagno di Gavorrano

G.C.
Il Livorno ha chiesto di giocare le partite al Malservisi-Matteini di Bagno di Gavorrano

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livorno. Pier Paolo Gherlone, liquidatore del Livorno calcio, ha capito che il nodo dello stadio non sarà sciolto in tempi stretti. E così, insieme alla dirigenza amaranto, ha seguito il consiglio del sindaco ed è passato al piano B del piano B: due giorni fa ha fatto chiamare la dirigenza dell’Us FollonicaGavorrano per chiedere la disponibilità dello stadio Malservisi Matteini di Bagno di Gavorrano.

«Ci ha contattato Nelso (Ricci, ndr) che è un amico e gli abbiamo detto che da parte nostra non c’è problema a dare un aiuto – spiega al Tirreno il direttore generale dei grossetani Filippo Vetrini – Lo stadio è in concessione alla nostra società ma è di proprietà del Comune, che dunque dovrà dare il sì definitivo», aggiunge il dg maremmano. «Ma non credo che ci siano ostacoli».

Il problema dello stadio insomma potrebbe essere risolto, ma solo per la pratica dell’iscrizione che deve essere sanata entro mercoledì 28. Resta infatti il tema di dove giocherà davvero il Livorno (sempre che questo Livorno riesca a completare l’iscrizione): perché è impensabile che la squadra giochi a Gavorrano, come era impensabile che giocasse a Banditella o a Cecina. E dunque se – come dice Gherlone – il Livorno non può non giocare all’Armando Picchi, la società dovrà prima di tutto saldare il debito con le casse municipali. E poi, una volta in pari, convincere con i fatti l’amministrazione comunale di essere un soggetto credibile e solvibile. La palla del pagamento è sui piedi di Aldo Spinelli. Venerdì l’ex presidente aveva spiegato di aver bloccato il bonifico da 260mila euro dicendo che non pagherà se non avrà certezza che il Livorno avrà lo stadio. A questo punto, se il Livorno inserirà il Malservisi-Matteini come campo di gioco provvisorio, Gherlone avrà qualche giorno in più per convincere Sciu Aldo a pagare. — G.C.

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