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Ultimo tampone e poi la partenza per Tokyo L’arbitro Mazzoni nel gotha del basket
«Non so ancora quali partite dirigerò ma va bene una qualsiasi. Del resto, ho già realizzato così il mio sogno»
Maurizio Caldarelli
GROSSETO. Ancora un tampone di controllo e da domani, con la partenza per il Giappone, inizierà l’avventura olimpica di Manuel Mazzoni, 43 anni, unico arbitro italiano di pallacanestro ai Giochi di Tokyo.
«In questi ultimi mesi – dice il fischietto grossetano – mi sono reso conto di cosa significa questa convocazione: il meglio di quello che potesse capitarmi. Mi troverò di fronte i migliori cestisti del pianeta». Ad accezione degli Stati Uniti, che avranno solo Kevin Durant dei Brooklyn Nets, in una rosa comunque di immenso valore che punta alla medaglia d’oro, tutte le squadre partecipanti presenteranno sul parquet le stelle più lucenti del Paese. «Sarà motivo di soddisfazione – sottolinea Mazzoni – ma anche di responsabilità. Venerdì avremo il primo meeting operativo. Saranno due giorni di intenso lavoro, nel corso dei quali ci faranno vedere anche i video con le partite delle dodici nazionali al via».
Mazzoni, che ha ricevuto i complimenti del presidente Giovanni Petrucci, ha però avuto modo di farsi un’idea essendo stato chiamato ad arbitrare la finale del torneo preolimpico tra Lituania e Slovenia, a Kaunas di fronte a tredicimila spettatori. «Ho anche diretto la semifinale tra i padroni di casa e la Polonia – aggiunge – È stata la maniera migliore per chiudere l’esperienza preolimpica. Sono contento di essere tornato ad arbitrare, dopo diciotto mesi, in un palazzetto pieno di spettatori. Il livello sarà altissimo, il massimo per le competizioni internazionali. Serviranno preparazione e grande attenzione per essere all’altezza della situazione».
Fino a qualche settimana fa Manuel, nella vita di tutti i giorni agente di commercio, arbitro internazionale dal 2013 dopo aver debuttato nel 2012 in serie A1, era il solo italiano nel mondo dei giganti. Nell’ultimo torneo di qualificazione disponibile, a Belgrado, però, gli azzurri di Meo Sacchetti hanno staccato il pass per l’Olimpiade. «Sarà bello avere l’Italia a Tokyo – sorride Mazzoni – Non è stato facile, ma ha superato la Serbia e si riaffaccia ai Giochi dopo diciassette anni di assenza. Una notizia importantissima per il movimento italiano, che finisce anche per dare anche maggior valore alla mia presenza».
L’arbitro grossetano effettuerà oggi l’ultimo tampone e poi volerà nel Sol Levante, per mettersi a disposizione di Fiba e Cio, non prima di aver effettuato un altro test, per dirigere le partite. «Ancora non ci è stato fornito il nostro programma – conclude – è una delle informazioni che avremo all’arrivo. Va bene però qualsiasi match. In fondo il mio sogno l’ho già realizzato e sono convinto che tutto sarà bellissimo». —
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