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Gigi o William, sempre Consonni Storie di debutti in biancorosso

Paolo Franzò
Gigi o William, sempre Consonni Storie di debutti in biancorosso

Intervista doppia. Il figlio: «Che emozione». Il padre: «Ascolti bene i consigli» Sedici anni separano la prima volta da professionista dei due centrocampisti 

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Paolo Franzò

GROSSETO. Da un Consonni a un altro. Da Gigi a William. Dall’11 settembre del 2005, data del debutto in biancorosso contro il Frosinone del babbo, al 28 di marzo 2021, giorno in cui Lamberto Magrini, al minuto 27 di Novara-Grosseto, decide di far scendere in campo nei professionisti, per la prima volta, il figlio. Stesso ruolo, quello di centrocampista, ma stavolta c’è bisogno di dare una mano in difesa e Willi non si tira indietro, anzi dopo appena due minuti prende anche il primo giallo tra i Pro.

«Me lo aspettavo di poter scendere in campo – racconta William Consonni – ma per come andava la partita, visto che eravamo ancora sullo 0-0, ho pensato che forse ancora non fosse arrivato il mio momento. Ma il mister in settimana me lo aveva detto che il debutto era vicino».

Emozione?

«Tanta, soprattutto nella fase di riscaldamento. Poi però, quando entri in campo tutto passa e cerchi solo di dare una mano alla squadra nel migliore dei modi. Il mister mi ha chiesto di fare il terzo di difesa, ruolo che mi piace anche, sebbene sia un centrocampista. Ma sono sempre pronto a fare qual che chiede l’allenatore. Peccato soltanto perdere così, all’ultimo minuto, dopo una partita in cui tutti avevano lottato come leoni, malgrado le tante assenze. Ha ragione il mister, queste partite allora è meglio perderle per 3-0 che in questo modo».

La salvezza comunque possiamo dire che è quasi fatta?

«Ancora ci serve qualche punto. Ora dobbiamo concentrarci solo sulla prossima partita e cercare di portare a casa il massimo. È un campionato strano, con risultati strani ad ogni turno, meglio stare in guardia».

C’è una dedica particolare per questo debutto?

«Alla mia famiglia, ai miei nonni che anche se sono lontani, mi stanno sempre vicino e alla mia fidanzata, Diletta. Stiamo insieme da quattro anni e questo è stato davvero un bel regalo».

Dall’altra parte il babbo, Gigi Consonni. Uno che con la maglia del Grifone di partite ne ha giocate quasi duecento e che in biancorosso ha lasciato il segno, oltre ad essere oggi il responsabile della scuola calcio. «Sicuramente è stata una bella soddisfazione per Willi. Lui col Grosseto ci è cresciuto e arrivare a questo traguardo è certamente un punto importante. Ma in fondo, è solo l’inizio e solo il tempo dirà quale futuro potrà avere nel calcio che conta. Deve ancora crescere tanto e lavorare sodo. Ascoltare i consigli del mister e dei compagni di squadra più esperti. Poi, se veramente fare il calciatore è il suo obiettivo, deve continuare a lavorare e magari il prossimo anno trovare più continuità, perché quest’anno alla fine, ha giocato pochissimo. Di sicuro, crescere in una società così, in una piazza così stimolante, per lui è stato importante. Da domani le difficoltà aumenteranno, ma questo lo sa».

Cos’è cambiato rispetto al suo debutto nei professionisti?

«Io debuttai col Fiorenzuola in C1, arrivando dal settore giovanile della Juventus. Erano tempi diversi e situazioni diverse. In quella serie C, c’erano tanti giocatori che avevano fatto anche la massima serie. Willi ha la fortuna di essere cresciuto in questo gruppo e questo aiuta. Ma soprattutto oggi c’è più spazio per i giovani che godono di maggiore considerazione rispetto ad allora. Comunque anche io ho preso le mie belle bastonate e anche quelle aiutano a crescere».

Grosseto comunque già salvo?

«Penso di sì, ma meglio fare ancora qualche punto». —

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