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Grosseto

È di nuovo il Grosseto formato last minute La zampata di Scaffidi è arrivata al 92’

È di nuovo il Grosseto formato last minute La zampata di Scaffidi è arrivata al 92’

Ancora un pari in extremis: i biancorossi erano andati in vantaggio per primi con Sicurella, poi i gol di Braken e Dubickas

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livorno. L’aveva detto Lamberto Magrini, alla vigilia dello scontro: «Guai a sottovalutare il Livorno». Il fanalino di coda del girone A, quasi in caduta libera da una decina di giornate, va sotto, rimonta, va in vantaggio. E solo nel recupero si vede raggiungere dal Grifone: al 92’, lo stesso minuto in cui sabato scorso era arrivato il pareggio biancorosso a Lecco.

Un Grifone che si presenta profondamente rimaneggiato al Picchi. Come se non bastasse, Magrini è costretto a sistemare ulteriormente l’asse posteriore poco prima che inizi la partita (Gorelli accusa un problema muscolare nel riscaldamento e lascia il posto a Polidori a far coppia con Kraja, con Sersanti che scala sull’esterno destro). Eppure non accusa sbandamenti. Il Livorno non ha paura di farsi avanti, arriva anche al tiro: ma la mira imprecisa non ripaga gli sforzi. Diciamo che la prima azione davvero pericolosa della partita è quella che a cinque minuti dal riposo porta in vantaggio i biancorossi. Sicurella partecipa al contropiede, si avvicina centralmente all’area, mette nel mirino Stancampiano e spara: una bordata da una ventina di metri che trafigge il portiere amaranto per l’1-0. Per il trequartista-stakanovista (30ª presenza su 31 incontri) è la quarta rete stagionale. Per la truppa di Amelia (che sente la partita fino a rimediare un giallo per proteste dopo un’azione contestata in area biancorossa) una mazzata soprattutto psicologica. Per quella di Magrini un’iniezione di fiducia che può rivelarsi arma a doppio taglio, qualora non venga data continuità nella ripresa.

Magrini catechizza i suoi nell’intervallo, li mette in guardia dai possibili pericoli. Pericoli che infatti si presentano subito: ad esempio dopo tre minuti con la punizione di Mazzarani che tocca la parte superiore della traversa; ad esempio con il tiro di Castellano che al volo non trova di poco lo specchio. L’inizio della ripresa è ben diverso da quello sonnacchioso del primo tempo. Il Livorno ha il coltello tra i denti, i raid amaranto sono sempre più frequenti. In uno di questi l’arbitro Perenzoni vede gli estremi per un fallo da rigore e lo concede, mentre dal clan biancorosso si alza un coro di proteste. Sul dischetto si presenta Mazzarani che non fa però i conti con l’abilità di Barosi: il portiere capisce tutto e para, il vantaggio è salvo. È l’11’ minuto e c’è ancora più di mezz’ora da giocare. Poco dopo, Magrini manda dentro Stijepovic e l’ex Piccoli per Boccardi e Kraja. Il Grosseto riconquista qualche metro, la pressione si allenta. Solo in apparenza, però. Perché intorno al 22’ il Livorno arriva al pareggio, con una rovesciata di Braken che si infila sull’angolo opposto. Amelia cerca di dare più spinta sulla fascia con l’inserimento di Haoudi. Magrini risponde con Russo per Galligani. Ma l’impeto amaranto non si esaurisce e a ridosso della mezz’ora ecco il raddoppio dei padroni di casa: Dubickas è bravo a raccogliere un cross di Evan’s, tra i migliori in amaranto. In dieci minuti partita ribaltata. Il Livorno si copre, chiudere così sarebbe la manna dal cielo. Ma al secondo minuto di recupero, ecco il pareggio: prima Nunziatini recupera palla nei pressi dell’area ma sbaglia l’uscita e perde il pallone, poi Stancampiano non trattiene un tiro non memorabile e spedisce la palla in angolo. Angolo dal quale arriva il pareggio. Un altro gol dalla panchina, quello di Scaffidi che scaraventa in rete il pallone che significa beffa e forse retrocessione per il Livorno e un altro punto verso la salvezza per il Grosseto. —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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