Il presidio
Un trionfo che mancava da 40 anni L’ultima corona fu di Massimo Pieri
grosseto. Il tricolore di Halit Eryilmaz arriva a 39 e tre mesi da quello conquistato da Massimo Pieri nella categoria superwelters nella manifestazione organizzata dalla Pugilistica Grossetana nel novembre 1981 al Palazzetto dello sport dietro allo stadio Zecchini.
Il presidente Umberto Cavini, che aveva preso il posto di Ivo Giusti e dette nuova linfa alla gloriosa società dopo un periodo buio, e il suo braccio destro Amedeo Raffi decisero di riportare la più importante competizione dilettantistica in città (a 27 anni di distanza da quella allestita al Teatro degli Industri nel 1954 dal segretario Maro Scardigli) per mettere in vetrina uno dei loro gioiellini, Massimo Pieri, che combatteva in quel periodo con il Gruppo sportivo carabinieri.
Pieri mise a tacere gli scettici battendo in finale il sardo Efisio Galici, mostrando coraggio e determinazione. Due doti che non passarono inosservate agli occhi degli osservatori presentati alla manifestazione e che gli consentirono già l’anno successivo di debuttare come professionista nella scuderia di Giovanni Branchini. La carriera da pro, che avvenne quasi in concomitanza con quella dell’amico Alessandro Scapecchi, fu però brevissima: chiuse con 4 vittorie (due per ko), una sconfitta e un pareggio.
Ma il biondo Pieri non è stato l’unico pugile grossetano a portare a casa il più ambito titolo assoluto dilettanti. Il peso mosca castiglionese Sergio Bandaccheri, “il piccolo Famechon”, si laureò campione italiano nel 1958 a Terni, superando il ligure Cavulli, l’abruzzese Di Carlo e il lombardo Satta. Due anni, prima, nel 1956, l’impresa era riuscita Massimo Zanaboni (44 vittorie e nessuna sconfitta tra i dilettanti) nella edizione disputata a Parma. Per il massimo originario di Massa Marittima fu la consacrazione definitiva, il trampolino di lancio verso il professionismo. Il piuma Franco Gianni conquistò la maglietta tricolore nel 1951 a Bologna.
Nessuno però potrà battere il record di Federigo Cortonesi, morto sul ring a Ginevra nel 1947, che da dilettante (peso gallo) vinse per ben tre volte gli Italiani: nel 1934 a Napoli, nel 1939 a Ferrara e nel 1940 a Novara. “Ghigo” debuttò professionista nel 1941 e prima di quella morte drammatica conquistò 35 vittorie da (con cinque titoli italiani e uno europeo, poi revocato a causa della guerra nel 1944) e subì solo sei sconfitte, una per ko, quella contro il francese Vignes che gli costò la ok. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
