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Artuso: «Mi candido perché l’atletica è la mia passione»

En.G.
Artuso: «Mi candido perché l’atletica è la mia passione»

L’ex pluricampionessa degli 800 metri domenica si presenta per la quota tecnici 

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elezioni fidal

Elisabetta Artuso, la pluricampionessa del mezzofondo italiano con una carriera stellare dal 1989 al 2012: 8 titoli assoluti negli 800 metri, partecipazione ai campionati italiani, Europei Indoor, Mondiali Militari, Giochi del Mediterraneo, coppa Europa e Standart, e soprattutto le Olimpiadi ad Atene nel 2004, non vuole smettere di correre.

Stavolta però non si tratta di battersi in pista, ma per entrare nel consiglio della Fidal, in quota tecnici, per il prossimo mandato. Una vera volata insomma, con la candidatura dell’Artuso che parte da lontano e soprattutto motivata per dare una mano e aiutare anche il suo territorio, la Maremma. Domenica a Roma si terranno le votazioni e Elisabetta appoggia la lista del gruppo di Vincenzo Parrinello. «Tutti conoscono la mia storia personale – ha spiegato l’Artuso - sono stata prima atleta, sempre determinata ed attaccata alla maglia sociale che vestivo (l’Atletica Grosseto, poi la Ginnastica Comense e dal 2000 al 2012 il Gruppo Sportivo Forestale) e soprattutto alla maglia azzurra, che ho indossato e onorata per 11 volte nella categoria assoluta. L’atletica mi ha conquistato e mi ha emozionato sempre e da subito. Anche ora che non corro più, continua ad avere un posto importante nella mia quotidianità».

Elisabetta, attualmente carabiniere forestale e dirigente dell’Atletica Castiglionese, vuole insomma dare continuità anche al lavoro svolto da Alfio Giomi, il presidente uscente: «Credo che aver avuto un mix di esperienze molto importanti nella mia formazione – ha sottolineato ancora Artuso - mi hanno dato competenze in questo ambito: essere stata un’atleta di livello, tecnico specialista, meeting director di undici edizioni del meeting internazionale di Castiglione della Pescaia, una laurea in scienze motorie, la magistrale in management dello sport, e il rigore del mio lavoro come carabiniere forestale, oltre alla possibilità di viaggiare e stare a contatto con altre realtà fuori dei confini, siano insomma un valore aggiunto. Oltre ad essere delegato provinciale di Grosseto dal 2016 al 2020. Ma soprattutto e prima di tutto, posso contare sull’appoggio incondizionato di mio marito Mario Fei, e la forza interiore che ho da quando è nata la mia bambina Francisca. Per tutti questi motivi spero di potermela giocare». — En.G.

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