Il Tirreno

Grosseto

la regata intorno al mondo 

Pedote: «Il mio compleanno in mezzo al Pacifico»

Michele Nannini
Pedote: «Il mio compleanno in mezzo al Pacifico»

La riparazione dell’anemometro sulla testa dell’albero ha messo alla prova le capacità dello skipper, ottavo in classifica

2 MINUTI DI LETTURA





Michele Nannini

FOLLONICA. Dopo 49 giorni di navigazione la Vendeé Globe sta raggiungendo in queste ore il Point Nemo, ovvero il punto dell’oceano più lontano da qualsiasi terra emersa, uno dei tanti affascinanti traguardi che gli skipper in gara affrontano nei due mesi e mezzo di navigazione.

In testa alla regata c’è Yannick Bestaven su Maître Coq IV che si trova a circa 17 mila chilometri dal traguardo, staccato di circa 600 chilometri in ottava posizione naviga Giancarlo Pedote a bordo di Prysmian Group. A parte i primi due classificati, attualmente con un buon margine di vantaggio e con rotte più a nord, tutto il gruppo inseguitore dalla terza alla ottava posizione si trova raggruppato in una cinquantina di miglia. Le feste di Pedote, che fra l’altro ieri ha compiuto 45 anni, sono trascorse con tre salite in testa d’albero in 24 ore fra il 23 e il 24 dicembre per riparare l’anemometro, strumento che misura le informazioni sul vento, un’operazione molto complessa effettuata fra l’altro in condizioni meteo particolarmente difficili e fredde.

«Non mi sono fermato un secondo, ma sono contento perché non immaginavo che fosse possibile cambiare un anemometro in mezzo al Pacifico – ha spiegato Giancarlo dopo la difficile riparazione - ho attraversato di nuovo i confini della paura e ho rotto una nuova barriera. Sapevo che partire per il Vendée Globe avrebbe significato spostare i miei limiti e penso di aver posizionato il cursore un po' più in là. Il giorno del mio compleanno invece l’ho festeggiato restando in contatto con amici e famiglia, soprattutto mia moglie visto che è stato anche il suo compleanno: io e Stefania siamo infatti nati nello stesso giorno, stesso anno, stessa città, la bellissima Firenze, e stesso ospedale. Come regalo ho ricevuto dei pensieri dei miei figli, una spugna di SpongeBob, un paio di calzini-pizza e dei dolcetti argentini Alfajores che non so come Stefania sia riuscita a trovare!».

Sulla regata Giancarlo ha invece spiegato le ultime difficili ore. «Nella rotta che facciamo avanzando verso est dobbiamo gestire un centro di alta pressione, un grosso anticiclone. Prima andiamo verso nord prima restiamo nel vento, servirà un compromesso virando per trovare la giusta pressione ed il gusto angolo. Restando nel gruppo restiamo tutti nello stesso sistema meteo e quando il vento rientrerà ripartirà una gara di velocità sullo stesso terreno di gioco. Allontanarsi troppo, in una situazione come questa, può generare un beneficio, ma anche un grosso rischio di perdita. In casi come questo è necessario fare la propria traiettoria al meglio, ma serve anche la tattica, ovvero accompagnare il gruppo per restare compatti nello stesso sistema meteo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera