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Il passo del Grifone in trasferta è quello della capolista Renate

Paolo Franzò
Il passo del Grifone in trasferta è quello della capolista Renate

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GROSSETO. È un Grifone dai due volti, quello che chiude l’anno col botto in casa della Pro Sesto.

Un Grosseto che saluta l’anno in zona playoff, ma con numeri veramente incredibili. La squadra di Lamberto Magrini infatti, in trasferta ha lo stesso rendimento della capolista Renate, con 6 vittorie e 20 punti. Il rendimento allo Zecchini invece, è uguale a quello del fanalino di coda, la Lucchese. I biancorossi hanno tuttavia la miglior difesa di tutti fuori casa, con appena 4 reti subite e complessivamente, tolte le 4 reti prese dal Como, sarebbe ancora il miglior reparto assoluto. Numeri che fanno riflettere, portati a casa da una squadra che in larga parte è la stessa dello scorso anno e che con gli stessi uomini sta dimostrando anche in categoria superiore di poterci stare. Evidente che i meriti vadano divisi tra tutti, cominciando dalla società che ha scelto di dare fiducia a un gruppo vincente, passando per l’allenatore che di meriti ne ha davvero molti. Un esempio? Le scelte iniziali di mercoledì scorso, in cui il turnover è stato massiccio rispetto alla gara precedente, ma scelte che hanno pagato ancora una volta, a dimostrazione della bontà di questo gruppo. Su tutti, ancora una volta la firma di Filippo Boccardi, al terzo gol consecutivo, per un totale di 6 reti segnate che hanno acceso attorno al numero 10 biancorosso anche l’interesse del mercato. Peraltro, reti di ottima fattura e che, eccezion fatta per quella segnata al Como, sono sempre valse i 3 punti per il Grosseto (Lucchese, Pergolettese, Giana e Pro Sesto). Nell’ultimo caso poi, partendo dalla panchina, per entrare per l’ultima mezzora. Numeri, segnali e risposte importanti, come il progressivo recupero di Riccardo Cretella che lavora per tornare il giocatore che conosciamo. La crescita di Giuseppe Sicurella nel ruolo di trequartista, la disponibilità di tutti i giocatori nel mettersi a disposizione del mister, le cui idee sino ad oggi, hanno quasi sempre avuto ragione. L’obiettivo era e rimane quello di una salvezza tranquilla e di evitare spese folli e il mercato di riparazione non muterà di troppo il volto di un meccanismo che comunque funziona e dove si deve stare attenti a toccare certi equilibri. L’uscita di scena del ds Vincenzo Minguzzi non stupisce neppure più di tanto, con quel poco di mercato che sarà affidato alla coppia Magrini-Marra Cutrupi. —

Paolo Franzò

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