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«Non sono stupito di vedere il Grifone lassù Il mio Novara dovrà essere più operaio»
Ivan Lanni, ex portiere biancorosso tra B e C con 61 presenze, è adesso in forza alla squadra piemontese
GROSSETO
Un ex biancorosso sulla strada del Grifone. Si tratta di Ivan Lanni, ex numero uno della porta biancorossa che ha difeso per 61 partite, nelle stagioni a cavallo tra l’anno della retrocessione dalla serie B e quello successivo in serie C. Lanni oggi è l’estremo difensore del Novara, avversario del Grosseto domenica pomeriggio allo Zecchini. Una partita importante per entrambe le squadre, partite con obiettivi diametralmente opposti, ma che in classifica si ritrovano praticamente a braccetto, considerando che i piemontesi devono recuperare una partita e sono attardati di 3 lunghezze dai maremmani.
Senza pubblico però, non sarà la solita gara dell’ex?
«Ormai ci stiamo abituando la situazione è questa e non possiamo farci niente. Di sicuro, giocare senza pubblico assomiglia sempre più a una amichevole che a una gara di campionato».
Non è la prima volta per lei da ex biancorosso, è così? «Esatto, ho già affrontato il Grosseto l’anno dopo l’esperienza in Maremma, quando difendevo la porta dell’Ascoli in serie C e furono due pareggi».
Il Novara era partito con ambizioni d’alta classifica, poi cosa è successo?
«Sicuramente non siamo contenti della classifica che abbiamo. Sappiamo che siamo forti, ma non riusciamo a esprimerlo in campo. Forse dobbiamo calarci in una mentalità più operaia per tornare a vincere. Sono già 6 gare che non portiamo a casa i 3 punti e questo comincia a pesare».
Che partita si immagina contro il Grosseto?
«Come nomi, sicuramente abbiamo qualcosa in più dei biancorossi, ma ci manca qualcosa come squadra. Di sicuro, dobbiamo ripartire al più presto per non allontanarci troppo da quelle davanti. Contro l’Albinoleffe, nell’ultima gara giocata, ho visto un Novara in crescita, ma dobbiamo essere più lucidi sotto porta. Forse abbiamo anche bisogno di un episodio favorevole che possa finalmente sbloccarci, ma la voglia di ripartire c’è».
La stupisce il campionato del Grosseto neopromosso e rimasto praticamente con gli stessi giocatori dello scorso campionato?
«No. Non mi stupisce affatto. Per vincere la serie D comunque ci vuole qualità e poi, una volta in C è certamente una squadra fatta di giocatori che hanno voglia di dimostrare che ci possono stare. Ancora dobbiamo vederli in video, ma sono sicuro che ci aspetta una gara tosta, contro un avversario che non ci regalerà niente e per fare punti, servirà una grossa prestazione da parte nostra».
Che ricordi ha dei suoi anni in biancorosso?
«Il primo anno non giocai mai, c’era Narciso in porta. Il secondo, Bremec si infortunò e alla fine giocai al suo posto 32 gare. Purtroppo però, la squadra retrocesse. Il rammarico più grande è per la stagione dopo in C (con altre 29 presenze, ndr), dove secondo me avevamo una squadra che avrebbe dovuto fare meglio e invece non centrammo neppure l’ingresso nei playoff. Per cui alla fine, ricordo una città tranquilla, una bella tifoseria, ma anche tanta delusione» .
Tra i ricordi da conservare però, un rigore parato in maglia unionista a Bari, a Francesco Caputo, allora attaccante proprio dei pugliesi, oggi del Sassuolo e della Nazionale...
«Ricordo anche la data, era il 26 di dicembre di quell’anno, ma non bastò per evitare la sconfitta per 1-0. Però si vedeva già allora che era un gran giocatore e infatti abbiamo visto dove è arrivato».
Designato anche il direttore di gara di Grosseto-Novara che si giocherà regolarmente alle 15 di domenica pomeriggio allo Zecchini, agli ordini del signor Sajmir Kumara, della sezione di Verona. —
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