Il triplete mai riuscito a nessun’altra Da allora Follonica è “Hockey City”
In quella squadra c’erano anche quattro giocatori locali, i portieri Tosi e Armeni nonché Pinzuti e Martelli. L’argentino Farran arrivò a metà campionato
follonica
Ma come era il mondo dell’hockey su pista all’inizio del nuovo millennio? Nel 2002 si era conclusa l’epopea del Novara, a lungo la squadra con più scudetti conquistati in Italia a quota 32; l’eredità era ancora incerta e chi si accaparrava i giocatori migliori si garantiva un posto in pole position per i successi a venire. Così nel 2003 lo scudetto andò al Prato dei fratelli Mariotti e dei fratelli Bertolucci e nel 2004 toccò al Bassano dei gemelli Michielon. Nell’estate del 2004 successe l’impensabile: in poche settimane Massimo ed Enrico Mariotti, Mirko ed Alessandro Bertolucci e poi Alberto ed Alessandro Michielon firmarono per il Follonica Hockey; sei fra i migliori giocatori italiani dell’epoca (e probabilmente di tutti i tempi) tutti assieme con la stessa maglia azzurra, un cocktail che sembrava impossibile anche solo immaginare pochi mesi prima e che invece diventò realtà cambiando per sempre le ambizioni e la storia del rotellismo azzurro.
Di quella squadra facevano parte anche quattro follonichesi, i due portieri Andrea Tosi e Matteo Armeni oltre a Gianni Pinzuti e Marcello Martelli mentre l’argentino David Farran arrivò a metà campionato.
Si capì fin da subito che Follonica e Bassano avrebbero dato vita ad un dualismo emozionante dal quale uscirono trionfatori soltanto i colori azzurri, che oltre al primo storico scudetto in quell’annata portarono a casa anche la coppa Italia, la terza della storia follonichese, e la coppa Cers; il tutto in tre finali a senso unico proprio contro il Bassano che aveva fra le sue fila quasi tutti gli altri grandi protagonisti dell’hockey italiano che non vestivano di azzurro, come Cunegatti, Bresciani, Orlandi, Rigo e un giovane Tataranni, oltre a stranieri di qualità come Videla, Nicolia e Montivero. Non ci fu però molta gloria quell’anno per i giallorossi sconfitti su tutti i fronti in maniera abbastanza netta: prima il 2-1 che regalò la coccarda a Mariotti e soci, poi il confronto in coppa Cers finito 0-4 a Bassano e 4-4 al Capannino; infine il doppio successo nella finale scudetto con il 5-2 di gara 1 alla Armeni (tripletta di Mirko Bertolucci e gol di Farran ed Ale Michielon) ed il 2-3 di Ca’ Dolfin (Mirko Bertolucci e due volte Ale Michielon) che il 18 giugno regalò lo scudetto all’Etruria Follonica davanti a oltre 300 tifosi sugli spalti vicentini e un migliaio assiepati in piazza Sivieri davanti al maxischermo. Una sbornia di gol e di trofei che avrebbe raggiunto l’apice pochi mesi dopo a Torres Novas con la conquista della Champions League. Prima di quel magico 2005 bisogna risalire al 1993 per trovare una squadra capace di vincere tutti e tre i tre trofei contemporaneamente, manco a dirlo fu il Novara che in quella stagione vinse il primo degli ultimi nove scudetti portati a casa in dieci anni. Ed anche negli anni successivi il triplete in Italia non è più riuscito a nessuno, ennesima conferma della forza e dell’unicità di quella meravigliosa squadra. E non a caso da quel momento Follonica è diventata “Hockey City”. —
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