Il Tirreno

Grosseto

l’intervista 

Boccardi: «Non sono affatto stupito che il Grifone sia lassù»

Paolo Franzò
Boccardi: «Non sono affatto stupito che il Grifone sia lassù»

L’attaccante parla del magic moment personale e della squadra: «Con Moscati e Galligani l’anno scorso in D eravamo il miglior attacco» 

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GROSSETO

Alzi la mano chi si sarebbe immaginato che, dopo quattro giornate di Lega Pro, il capocannoniere del Grifone sarebbe stato Filippo Boccardi, autore sino ad ora di 3 gol, in una categoria dove per la verità ci aveva messo piede quasi solo di sfuggita qualche stagione addietro.

Ma c’è un segreto dietro a questi risultati?

«Diciamo – risponde il bomber biancorosso – che dopo le prime due partite in cui il mister mi aveva impiegato come trequartista, mi ha poi spostato in avanti come seconda punta. Obiettivamente, è la mia posizione naturale, quella insomma in cui mi sono sempre sentito a mio agio. Una posizione che mi costringe a meno rientri in fase difensiva e soprattutto mi consente di arrivare più lucido davanti alla porta avversaria. Per caratteristiche poi, sono sempre stato un giocatore cui piace attaccare la profondità, forse il segreto è questo, non lo so».

Del resto, non mancavano le perplessità prima del via del campionato, sulla conferma in categoria superiore del tridente d’attacco dello scorso anno e invece, siete già andati a segno tutti e tre. . .

«Voglio ricordare che io, Galligani e Moscati, eravamo il migliore attacco dello scorso campionato e anche se in serie D, non ci siamo davvero spaventati del salto di categoria che anzi è stato uno stimolo, confermato fino ad ora anche dai risultati e di questo siamo molto contenti».

Ma c’è davvero tanta differenza tra la D e la C?

«In Lega Pro c’è sicuramente più ritmo e le squadre sono più organizzate, oltre al fatto che ci sono giocatori più esperti, questo sì. Ma alla fine, devo dire che non trovo grandi differenze, nel senso che noi continuiamo a giocare allo stesso modo».

Non c’è il rischio adesso di montarsi la testa?

«Con mister Magrini questo problema non ci sarà mai. Viviamo della cultura del lavoro e non stiamo certo a bearci dei risultati ottenuti fino ad oggi, ma adesso pensiamo solo alla Pro Vercelli e cercheremo in ogni modo di regalare la prima vittoria casalinga ai nostri tifosi che purtroppo quest’anno non possono seguirci in trasferta. Non sarà facile, perché la Pro Vercelli è squadra di categoria e molto esperta, ma lavoriamo per questo».

Dica la verità; un inizio di campionato così però non se lo aspettava neanche lei?

«Io posso dire che ci alleniamo dal 3 di agosto che abbiamo vinto 3 partite con merito e che non meritavamo di perdere in casa col Renate. Stupito? Decisamente no. Per come ci siamo preparati alla stagione e per come ci alleniamo ogni giorno, per la qualità dei nuovi arrivati e soprattutto per la conferma del gruppo che per me è stata una scelta decisiva no, non sono affatto stupito. Lo spogliatoio è unito e si va in campo con la stessa mentalità vincente della passata stagione». — Paolo Franzò

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