Il presidio
Seconda tappa per le scalatrici
Oltre alla gara, libro, musica e dimostrazioni. Ecco il programma dei prossimi giorni a Paganico
PAGANICO
Dopo il prologo con la cronometro a squadre di Grosseto, una vera e propria passarella in città di 16 chilometri, il Giro d’Italia femminile affronta il giorno dopo subito una tappa impegnativa: la Paganico-Arcidosso.
Sabato 12 infatti s’inizia a scalare il Monte Amiata, e come riporta il “Garibaldi” (il libro con tutti gli orari delle tappe), alle 12,05 scatterà da Paganico la seconda frazione della corsa rosa, per raggiungere Arcidosso. Per accogliere il Giro d’Italia femminile l’amministrazione comunale di Paganico ha organizzato una serie di eventi che inizieranno la sera prima della tappa. «Siamo molto lieti di ospitare il Giro Rosa – ha detto la sindaca di Paganico Alessandra Biondi - anche se in un contesto diverso da quello che ci saremmo immaginati a causa del Covid-19. Abbiamo fortemente voluto questa opportunità di organizzare una partenza del Giro d’Italia femminile. Un’occasione imperdibile per far conoscere il nostro territorio attraverso un evento sportivo di caratura internazionale. Del resto non è la prima volta che Paganico, punto di snodo tra la Maremma e l’Amiata, ospita eventi sportivi importanti, ma in questo caso l’elemento più significativo sarà il protagonismo delle donne con la loro energia e determinazione».
Domani sera due eventi caratterizzeranno l’arrivo della carovana rosa in piazza della Vittoria: alle 19 ci sarà la presentazione del libro di Giancarlo Brocci (l’ideatore della ciclostorica Eroica), “Bartali. L’ultimo Eroico", con la partecipazione dell’ex campione professionista il mancianese Massimiliano Lelli, e della campionessa del mondo e italiana di ciclismo su strada, Alessandra Cappellotto. Il libro di Brocci racconta il ciclismo ai tempi del grande campione Gino Bartali, quando il Tour de France era una prova estrema, un esercizio di sopravvivenza alle insidie della strada e della natura, dove soltanto i più stoici riuscivano a resistere. Un ciclismo che ha fatto sognare intere generazioni, che ha offerto occasioni formidabili di riscatto a persone comuni e che, oggi, è dichiarato estinto da coloro che mettono avanti le strategie di business per qualsiasi sport. Cosa ovviamente all’opposto del ciclismo femminile, che invece ha ancora un Dna fatto di passione pura e orgoglio smisurato, con la fatica che invece rimane uguale per tutti, maschi e femmine. La serata di vigilia alla partenza della tappa proseguirà alle 21,30 con il concerto del gruppo “Le Dyane”, anche questo tutto al femminile con Sabrina Caprio, Chiara Urgelli, Manola Venturacci. Il trio per celebrare il Giro d'Italia femminile, proporrà un programma pensato appositamente per l’occasione, fatto di grandi successi italiani e internazionali, tutti in maglia rosa.
Sabato mattina prima della partenza il Team Bike Ballero di Enrico Grimani presenterà le giovani promesse attraverso una gimkana dimostrativa che avrà luogo alle 10 sempre in piazza della Vittoria.
La seconda tappa del Giro d’Italia femminile, delle nove in programma e dunque decisiva in ogni caso, si annuncia molto tecnica e dura. Il percorso è ricco d’insidie sin dall’avvio da Paganico con la strada che inizia subito a salire senza indugi. Dopo appena 14 km le cicliste svolteranno verso Cinigiano, e le atlete dovranno affrontare un primo settore di strada sterrata, anche questa piena d’incognite. Poi qualche chilometro di pianura per giocarsi l’arrivo con il gran finale. Gli organizzatori hanno previsto di girare praticamente attorno al Monte Amiata, con le atlete che affronteranno la salita di Seggiano: 4 chilometri di strada bianca con pendenze anche queste molto importanti. Al termine mancheranno poi solo 11 km al traguardo di Arcidosso, per un totale di 124,8 chilometri. Una frazione che potrebbe già delineare la classifica generale, considerando le impegnative salite da affrontare, che potrebbero sgranare significativamente il gruppo. E il giorno dopo, per la terza tappa, ancora tanti chilometri con la Santa Fiora-Assisi di 142,2 chilometri, sempre all’insegna dei continui saliscendi. —
Enrico Giovannelli
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