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Una società unica per il batti e corri «Così si può tornare ai massimi livelli»
Il dg del Jolly Roger Sandro Chimenti lancia l’idea: in questo modo non si disperdono né energie né risorse economiche
la fusione
La stagione anomala del baseball italiano sta ormai finendo, anche se le formazioni grossetane sono ancora tutte impegnate e alcune, vedi il Bsc in serie B e nell’under 18, e i Boars in serie C, per non parlare delle ragazze del softball sempre del Bsc che si stanno giocando l’accesso ai playoff dei loro rispettivi campionati.
La “bomba” che potrebbe però cambiare le carte in tavola e rivoluzionare la storia del batti e corri della Maremma, la lancia il direttore generale del Jolly Roger Sandro Chimenti: «Credo, e spero, che i tempi siano ormai maturi per iniziare a parlare di fusione fra le società, e mi riferisco proprio tra il Jr Grosseto e il Bsc. Questa annata sta dimostrando che disperdere le energie, anche economiche, non fa bene a nessuno. Ovviamente per puntare a tornare a giocare ai massimi livelli».
L’idea di avere dunque una squadra d’elite, con il meglio dei giocatori che ci sono nel territorio, non è nuova, anzi. E al tempo del coronavirus e delle tante problematiche che hanno messo a dura prova squadre e dirigenti, prevedere un futuro più roseo, è dunque la speranza di tutti.
Le voci sull’argomento si rincorrono da tempo e sembra strano dirlo ma un ostacolo che appare semplice da superare ma difficile da affrontare, è il futuro nome con cui chiamare di fatto la nuova società, che dovrà nascere dalla futura fusione. Se sui colori sociali nessuno mette in dubbio che rimarranno il bianco e il rosso, proprio sul nome ci sarà per forza un dibattito fra tutti i partecipanti: facile però pensare a chiamare la squadra nascente nel modo più lineare possibile, come Baseball club Grosseto per esempio.
Proprio Chimenti già lo scorso anno aveva iniziato a prevedere quello che poteva nascere, stilando un dettagliato programma nel preparare una riunione fra le parti.
Il dg del Jolly Roger aveva pensato ad un gruppo ristretto di lavoro, composto da tre figure chiave: un dirigente del Bsc, uno del Jr e un anello di congiunzione, una figura che ami profondamente il baseball per farlo diventare appunto il consigliere delegato della nuova società, invogliandolo in tutti i modi ad accettare l’incarico.
Sul tavolo una bozza di programma, anche questo articolato, ma che possa fare da linea guida generale: definire le strategie sportive con le squadre partecipanti ai vari campionati e il lavoro da proporre nelle scuole, e anche le attività per reperire i fondi da svolgere in collaborazione fra feste e tornei; pianificare un piano annuale finanziario delle spese, con l’indicazione precisa della ripartizione degli oneri tra il Bsc e il Jr, al fine di capire se e come ottenere economie; istituire una comunicazione unica, che ruoti appunto intorno al nuovo marchio e al nome che accomuni tutte le squadre e i progetti, facendo unione comune senza se e senza ma sul nuovo e unico simbolo della società; stilare l’organigramma e definire le mansioni, i compiti e le responsabilità di tutta l’attività annuale, per ottimizzare le risorse umane a disposizione coinvolte nel progetto. Cercando al tempo stesso di superare le rivalità storiche e avviare il processo di un solo nuovo “Bc Grosseto”.
Sulla carta le proposte di Chimenti sembrano più che reali e su cui ragionare. «So bene che ci sono tante persone che stanno lavorando e che forse hanno qualche dubbio per iniziare a parlare di fusione. Ma ci sono – sottolinea Chimenti – anche tanti addetti ai lavori che invece hanno a cuore le sorti del baseball a Grosseto». La città è pronta. «Siamo una piazza storica del batti e corri nazionale e stiamo vivendo stagioni anonime - dice - Altre realtà stanno finalmente capendo che bisogna lavorare insieme, e mi riferisco a Nettuno dove forse la situazione era ancora più intricata di quella che c’è da noi. La nostra forza ricordiamocelo sono gli impianti che abbiamo: dobbiamo ripartire da qui e cercare di fare un passo indietro tutti, ma per il bene comune. Il baseball a Grosseto è sempre un gioco molto amato, sta solo sonnecchiando in attesa di tornare a ruggire come era solo una quindicina d’anni fa, e che oggi sembra davvero un’eternità infinita. Sono convintissimo che abbiamo tutte le risorse, tecniche e umane per farlo. Serve solo la volontà e uno sforzo comune». — Enrico Giovannelli
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