Il presidio
Castiglionese, rinasci Fatto il primo passo
Una trentina di addetti ai lavori all’incontro voluto da Lippi con lo scopo di creare un’unica società sportiva di calcio
CaSTIGLIONE DELLA PESCAIA
La riunione organizzata da Franco Lippi per parlare con gli sportivi di una futura rinascita della Castiglionese calcio, la storica società non esiste più da un paio d’anni, ha visto giovedì sera la partecipazione di circa 30 persone. Difficile al tempo del Covid-19 capire se sono stati tanti o pochi quelli che hanno deciso di andare ad ascoltare le proposte dell’ex presidente che ha guidato il sodalizio dal 1998 al 2006, ma sicuramente l’attenzione c’era, fra vecchie glorie e addetti ai lavori che amano i colori rossoblù.
Nella terrazza dell’ex bagno Marystella le facce dei presenti, dietro le mascherine d’ordinanza, hanno ascoltato per quasi due ore i tanti propositi, confermando in sostanza che tornare ad avere una squadra con i colori sociali e il nome del paese è quello che tutti sperano di vedere presto su un campo, magari all’Irio Valdrighi.
Nella sua introduzione Lippi ha riassunto le motivazioni che lo hanno spinto a sondare gli umori della piazza: «Ho avuto molte sollecitazioni negli ultimi mesi e tanti amici mi hanno domandato se volevo fare qualcosa per far rinascere la Castiglionese. Questa assemblea aperta è la dimostrazione che ci sono tante persone che hanno a cuore come me i colori rossoblù. Questo ovviamente è un primo passo, dove l’opinione di tutti è importante». E le considerazioni sono arrivate, anche perché ad ascoltare c’erano rappresentanti delle altre squadre cittadine. Piero Armellini della Pro soccer lab che si occupa del settore giovanile, Roberto Cambri direttore sportivo del Punta Ala e Davide Corsi del Real Castiglione che ha appena ufficializzato Fabio Linicchi come nuovo allenatore per la prossima stagione in Terza categoria. Accalorati alcuni commenti. Mario Rosadoni, una vita con la maglia rossoblù e autore del libro sulla storia della Castiglionese presentato per i 70 anni dalla nascita proprio quando c’era Lippi al timone della società, ha suggerito di coinvolgere le istituzioni: «Credo che si dovrebbero mettere intorno ad un tavolo tutti i dirigenti delle squadre e cercare di trovare una via comune. A farlo potrebbe essere l’amministrazione». Giuseppe Temperani ha aggiunto: «Non so se sia la strada giusta quella di far nascere una nuova società. Abbiamo visto quello che è successo in passato. La Castiglionese è però un simbolo». Mattia Grossi, l’ultimo capitano rossoblù, ha invece ricordato come si è arrivati alla chiusura della società: «Per me rimane una ferita quella che abbiamo affrontato negli ultimi anni, specialmente quando la squadra si ribellò alla dirigenza e alla fine ci salvammo lo stesso. Ringrazio Lippi per aver smosso le acque, io mi metto a disposizione». Poi è stata la volta di Cambri, che non si è nascosto: «Già un paio d’anni fa si è molto parlato della possibilità che il Punta Ala si trasformasse in Castiglionese, ma alla fine per vari motivi non se ne fece nulla. È bello vedere che c’è ancora passione per i colori rossoblù. Non so se un matrimonio sia possibile, però parlare e confrontarsi quello sì. I ragazzi che giocano nel progetto Punta Ala sono tutti castiglionesi, e quando abbiamo disputato qualche partita con la seconda maglia rossoblù l’emozione c’è stata. E poi io al presidente Lippi sono legato e ascoltarlo è il minimo». Insomma, il primo passo è stato fatto anche se per rivedere una società chiamarsi Castiglionese servirà tempo. –
Enrico Giovannelli
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