Il presidio
«Mi dispiace andare via Ma poter giocare a Firenze...»
Sersanti verso la Primavera dei viola, che lo hanno seguito per tutto l’anno «Alla vittoria ho sempre creduto, anche quando eravamo indietro in classifica»
GROSSETO
Il passaggio ormai quasi fatto di Alessandro Sersanti dal Grosseto alla Fiorentina (via Siena, società proprietaria del cartellino) è una delle favole belle di questa estate pallonara maremmana. Il frutto di una stagione incredibile di un ragazzo del 2002, fortemente voluto in biancorosso da Mario e Simone Ceri e dallo stesso Sersanti, tifoso del Grifone, prima che giocatore. Ventisei partite e 3 gol segnati, di cui due decisivi per la vittoria unionista, hanno lasciato il segno indelebile nella storica promozione in Lega Pro. Presto si trasferirà a Firenze, dove comincerà una nuova avventura, col sogno nel cuore di arrivare la dove da troppo tempo un ragazzo di Grosseto non mette più piede: nella massima serie.
«Ancora devo firmare, anche se manca solo quello – racconta Sersanti al telefono – se ne occupa il mio procuratore. Aspetto solo di parlare con la società viola».
Emozionato?
«Certo, sono contento anche se ancora devo realizzare quello che mi sta accadendo. Sarebbe sicuramente uno scalino importante per il mio futuro da calciatore. So che da Firenze mi hanno seguito per tutto il campionato e questo mi inorgoglisce».
Che annata è stata per lei?
«Bellissima. Indimenticabile. Giocare e poi vincere il campionato con indosso la maglia della squadra della tua città, è stato un sogno che si è avverato».
I ricordi più belli?
«L’esordio allo Zecchini, il primo gol in campionato, al Cannara, e la vittoria sul Monterosi».
Il segreto di questo successo?
«Un grandissimo gruppo, dedito al lavoro. Un grande mister e la voglia di vincere sempre. Ma soprattutto, la grande umiltà di tutti. Io poi che ero il più piccolo, sono stato sempre coccolato e stimolato da tutti in maniera positiva. Per questo penso che alla fine sia stata una vittoria meritata, anche se è chiaro che sarebbe stato più bello farlo sul campo, giocando tutte le gare fino alla fine, per poter festeggiare degnamente tutto questo insieme ai nostri splendidi tifosi».
Le spiace un po’ andar via? Dica la verità...
«Certo. Penso che nel mio percorso di crescita non sarebbe neanche stato male giocare un anno in C col Grosseto, ma questo non dipende da me. Comunque, anche giocare un campionato con la Primavera viola, in un torneo in cui ci sono tutti i migliori giovani italiani, è molto stimolante. Sono nel momento decisivo per la mia carriera e devo solo cercare di dare il massimo per arrivare a coronare il mio sogno».
Tornando alla vittoria del campionato: lei ci ha sempre creduto, vero?
«Sì. Anche quando eravamo indietro e alla fine del girone di andata. Non avevo visto una squadra migliore della nostra e anche a Monterosi all’andata, quel risultato fu assolutamente bugiardo rispetto a quello che si era visto sul campo. Abbiamo sempre saputo di essere i più forti e non abbiamo mai mollato».
Vuol lasciare un messaggio ai suoi ormai probabilmente ex compagni di squadra?
«Di continuare a giocare con la stessa spensieratezza di questa stagione. Con la stessa umiltà e sono certo che riusciranno anche a salvarsi in Lega Pro».
Ai tifosi invece cosa dice?
«Grazie di tutto. Mi mancheranno. Sono una tifoseria speciale, unica. È stato un anno incredibile e sono orgoglioso di aver potuto giocare per loro e di aver contribuito a questo risultato. Saranno sempre nel mio cuore».
Intanto il Monterosi ha presentato ricorso contro la mancata promozione.—
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