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Giomi: «Verso la ripresa con tanti mini meeting»
A maggio potrebbero ricominciare gli allenamenti, prime gare alla metà di giugno Gli scenari: «Meno iscritti agli eventi, corsia di distanza e prove a cronometro»
GROSSETO
Dalla sua casa di Batignano Alfio Giomi gestisce le sorti dell’atletica leggera nazionale, cercando di inquadrare al meglio le possibili soluzioni e gli scenari che si prospettano sul mondo dello sport.
I tempi del coronavirus sono anche questi, si usa la tecnologia per accorciare virtualmente le distanze e soprattutto si gioca d’attesa, sperando che la data del 4 maggio sia quella giusta per la ripresa dell’attività. «In questo momento non possiamo fare altrimenti, ognuno a casa sua perché tutte le federazioni sono chiuse, però il contatto è costante e le giornate sono intense», spiega il presidente della Fidal.
Al vaglio c’è l’ipotesi di ripresa degli allenamenti nei primi giorni di maggio, per poi arrivare all’apertura dei campi di gara prevista per metà giugno.
«La data è stata individuata nel consiglio federale del 27 marzo. In cantiere abbiamo la ripresa dell’attività e una serie di mini meeting a carattere provinciale con accorgimenti particolari, come il posizionamento degli atleti a corsie alternate e le gare di fondo a cronometro, in modo da mantenere le dovute distanze tra i partecipanti», spiega il presidente della federazione atletica leggerache resta comunque in attesa degli eventi: «I contatti con il governo e con il ministro Spadafora sono costanti, il 28 aprile abbiamo programmato una call conference con i presidenti regionali della federazione, così andremo a definire con precisione i termini della ripresa. Il primo aspetto è quello della salute e spetta al governo dare il via libera».
Anche la Maremma, in ogni caso, sarà interessata dai mini meeting di atletica leggera che rappresenteranno il primo assaggio di una ripresa effettiva. «Ce ne saranno molti su tutti i territori, anche perché il nuovo format, con la corsia di distanza e le prove a cronometro, impone di evitare grandi numeri di partecipanti. Quindi ci saranno meno atleti iscritti al singolo evento, ma molti più meeting a cui prendere parte», aggiunge il presidente della Fidal che non dimentica l’aspetto più critico della situazione dettata dall’emergenza covid-19, ovvero quello economico. «Abbiamo presentato un piano in cui le perdite sono stimate intorno ai 40 milioni di euro, quindi stiamo rimodulando il bilancio, ma il sostegno alle società è già previsto. La prima opzione è quella di aiutare le società a riaprire i campi, ma per farlo c’è bisogno di certezze».
In sintesi con la riapertura a maggio si intravedono delle possibilità di salvezza per il movimento, con l’allungamento dei tempi diventa tutto molto più complicato. Di conseguenza si ritorna all’attesa e alla pazienza, la stessa che molti atleti hanno dovuto mettere in campo nel momento in cui sono state rinviate le Olimpiadi di Tokyo: «Annullare i giochi sarebbe stato molto peggio. Non è facile per un atleta che prepara un quadriennio dover resettare tutto e posticipare di un anno, ma sono rimasto impressionato dalla capacità dei nostri di non mollare e ritrovare motivazioni, come ad esempio ha fatto Gimbo Tamberi. Il settore tecnico da questo punto di vista ha fatto grandi cose, riuscendo a coinvolgere molti atleti per via telematica». Restano ancora in piedi, invece, gli Europei, programmati a Parigi dal 26 al 30 agosto: «Sarebbe un grande vantaggio poterli disputare, ma solo l’8 maggio verrà presa una decisione», conclude Alfio Giomi. Anche in questo caso quindi, prevale l’attesa, mentre Batignano, giorno dopo giorno, diventa centro nevralgico dell’atletica leggera nazionale. — Lorenzo Falconi
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