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«Assalto al pullman? Nessuno lo ha visto»

Paolo Franzò
«Assalto al pullman? Nessuno lo ha visto»

Simone Ceri replica alle parole del presidente del Monterosi «Se la sua squadra è stata superata non ci metta di mezzo»

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GROSSETO

Col futuro del campionato di serie D ancora avvolto dal totale mistero, è il presidente del Monterosi, Luciano Capponi, a tirare un sasso nello stagno che apre di fatto le prime schermaglie che seguiranno alle ormai più che probabili decisioni a tavolino dei prossimi mesi.

Capponi parla in una intervista rilasciata a Notiziariodelcalcio. com che comincia con affermazioni piuttosto discutibili sul Coronavirus. «Siamo chiusi in casa per un falso storico inenarrabile – dice – il Coronavirus, tra virgolette, non esiste, perché quando fanno gli esami per la positività, nessuno sa che si stanno facendo esami a delle tossine, che ogni corpo umano emette, visti i veleni in corso. Oggi se ti danno una spinta e cadi dal settimo piano, sei morto per Coronavirus. C’è poi da considerare che chi muore, sono signori anziani sopra gli 85 anni, con 3 o 4 cause precedenti».

Poi parlando di calcio aggiunge: «Noi siamo stati in testa praticamente per tutto il campionato. Il Grosseto è da due partite che è primo. Nessuno ha mai detto che il pullman della mia squadra è stato aggredito e dunque è stata una partita emotivamente falsata».

Dichiarazioni che non potevano passare inosservate e alle quali Simone Ceri, copresidente unionista, risponde: «Prima di tutto voglio dire che, riguardo le sue esternazioni sul virus, mi pare che siamo di fronte a parole prive di rispetto che si commentano da sole. Ci sono persone che non hanno neanche potuto piangere i propri cari. Dichiarazioni farneticanti che sono inaccettabili di fronte ai numeri dei morti che questa pandemia ha generato in tutto il mondo». Poi la risposta all’attacco verso il Grosseto: «Ricordo bene l’arrivo del pullman del Monterosi allo stadio Zecchini. Ricordo anche che erano presenti sia le forze dell’ordine che ben tre commissari di campo. Strano che nessuno abbia scritto nulla di questa presunta aggressione. Non capisco di cosa parli? Per altro, lui non era neanche presente quel giorno allo stadio. Dopo di che, se i suoi tesserati gli hanno raccontato questa storiella per giustificare la sconfitta sul campo, questo non lo posso sapere. Ma non posso accettare che Grosseto venga dipinta che una piazza violenta. Grosseto è una città sportiva, corretta e ospitale. Circa il sorpasso avvenuto in classifica proprio in quella occasione, dico che il campionato stava entrando nel vivo e nella sua fase decisiva. Se il Grosseto ha sorpassato il Monterosi, penso che le cause le debba andare a cercare in casa sua e nella sua squadra. Oltre tutto, la settimana successiva noi pareggiamo a Sangiovanni Valdarno e loro riuscirono a perdere in casa col Montevarchi, mancando l’occasione di tornare in testa e non credo per colpa nostra. Se la sua squadra ha perso tanti punti di vantaggio su di noi, ripeto, le ragioni deve andare a cercarle altrove, ma non mettendo di mezzo noi. Già avevano glissato su altre sue esternazioni precedenti lo scontro diretto, come quella della famosa banana. Adesso però non potevamo non tutelare Grosseto e il Grosseto».

Guardando avanti, invece, Simone Ceri? «Ho fiducia che le istituzioni sportive decideranno per il meglio. Con Capponi posso solo essere d’accordo quando dice che sarebbe giusto promuovere in Lega Pro le prime due di ogni girone». —

Paolo Franzò

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