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«Speriamo di non dover ripartire a porte chiuse»

Paolo Franzò
«Speriamo di non dover ripartire a porte chiuse»

Barosi, il portiere che si era messo in quarantena preventiva, attende le decisioni sul prosieguo del campionato

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GROSSETO

Calvatone è un piccolo comune tra le province di Cremona e di Mantova. È qui che tra le mura di casa, Davide Barosi, il portiere biancorosso di questa stagione, trascorre il suo periodo di clausura.

Barosi fu il primo a essere messo in quarantena preventiva dalla società unionista, lo scorso 10 marzo, perché il giocatore era stato nei giorni precedenti a casa sua in Lombardia. Una quarantena preventiva senza alcuna positività al virus, sia chiaro. «Fu soltanto una decisione dettata da quel momento – spiega proprio Barosi, raggiunto telefonicamente – al fine di tutelare i miei compagni di squadra e tutto lo staff. In realtà poi, per fortuna, nessuno di noi è risultato essere positivo».

Da allora è trascorso già più di un mese, come vive queste giornate? «Come tutti, restando a casa con i miei genitori e mio fratello. Passo la giornata diviso tra lo studio e il fare esercizi per cercare di mantenere un minimo di condizione, anche se non è facile». Si sente con qualcuno della squadra? «Certo, con i compagni spesso, anche in video chiamata per cercare almeno di fare due risate, col mister e soprattutto col preparatore dei portieri Raffaele Ferioli, che - dice scherzando – proprio non vuol sentirne di lasciarci in pace. Mi spiega gli esercizi da fare e cerca di mantenerci sul pezzo per quanto possibile. Il problema è che non sappiamo ne quando ne se mai il campionato riprenderà e questo onestamente ti toglie sia stimoli che motivazioni. Io cerco di allenarmi per come posso, ma capite che non è facile a casa. Sul campo è tutta un’altra cosa».

Un campionato che anche per lei stava andando alla grande, davvero un peccato se finisse così? «È vero. Io spero che si possa riprendere, ma personalmente la vedo una cosa assai difficile a questo punto. Peccato perché eravamo primi in classifica e soprattutto stavamo bene fisicamente e questo si vedeva in campo e faceva la differenza. Se si ripartisse, magari a maggio, in questo saremmo certamente penalizzati. Però è anche vero che abbiamo giocato due terzi del campionato e nel caso dovessero congelare le classifiche senza giocare più, la troverei comunque una decisione giusta, anche per i sacrifici che abbiamo fatto per arrivare fin qui. Spero solo che non si debba ripartire a porte chiuse, perché per noi che abbiamo una bella tifoseria, sarebbe un’ulteriore penalizzazione». Ecco, i tifosi biancorossi che ormai l’hanno assolutamente adottato, vuol dire loro qualcosa? «Ci siamo sentiti nei giorni scorsi con una videochiamata. Ma mi mancano dal vivo, come mi manca non poter festeggiare con loro sotto la curva. Gli dico solo che spero che ci si possa rivedere presto, tutti insieme allo stadio. Tutto questo è un dispiacere enorme per tutti e per tutto. Oggi non possiamo fare altro nel nostro piccolo che restare a casa e sperare che al più presto si possa tornare alla normalità. Nel frattempo mando un abbraccio a tutti i tifosi del Grosseto».

Provando a guardare oltre? «Il mio cartellino non è più della Juventus – per cui dal 30 giugno sarò svincolato. Ma con quello che sta accadendo, tutto è assolutamente fermo per cui oggi, fare previsioni è impossibile». —

Paolo Franzò

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