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«Il giocatore più completo? Mio fratello Enrico»
Massimo Mariotti, ct della Nazionale e allenatore dei Pattinatori, tra memorie, aneddoti e prospettive per i giovani
GROSSETO
Chi naviga sui social non può fare a meno d’imbattersi nelle tante “sfide” proposte fra amici, e una in particolare ha fatto riaffiorare tanti ricordi a Massimo Mariotti, ct della Nazionale italiana e allenatore del Cp Grosseto.
«La più bella partita che abbia mai fatto? Beh ce ne sarebbero tante nella mia carriera, vinte e perse – attacca Mister Hockey – dagli scudetti nei club a quelle di coppa la Champions con il Follonica, in Nazionale, ma forse quella che mi ricordo di più da giocatore, che mi ha dato un’adrenalina incredibile è stata la vittoria con la maglia azzurra ai mondiali di La Coruna contro la Spagna per 2-1 nel 1988 (Italia poi Campione del Mondo per la terza volta, ndc)».
Mariotti poi ricorda i tanti giocatori citandone alcuni, anche se la lista sarebbe davvero lunga: «I compagni più forti di sempre? Non è carino fare classifiche. Fra i bomber sicuramente Pino Marzella e Franco Amato, con i quali sono stato complementare quando ero al top della mia carriera, a Novara ricordano ancora la coppia Mariotti-Marzella! E poi Stefano Dal Lago (era uno dei migliori amici del Mario, prematuramente scomparso, ndc), Roberto Crudeli, Franco Girardelli, ma forse il giocatore in assoluto dal punto di vista tecnico, e non perché è mio fratello, veramente completo in tutto è stato Enrico Mariotti. Poi se devo raccontare il mio rapporto con lui è stato particolare: da fratello maggiore e giocatore affermato avrei voluto che non commettesse i miei errori, e giocando anche insieme ho sempre preteso molto da lui».
Sull’attualità Mariotti spende due parole sulla Nazionale italiana: «Nel 2014 abbiamo vinto un grande Europeo (fermata ancora la Spagna e battuto il Portogallo), inserendo molti giovani. E abbiamo continuato anche con la Juniores. L’Italia nei prossimi anni può rimanere ai vertici. I giovani che abbiamo e che sono pronti devono avere fame e non accontentarsi mai». —
Enrico Giovannelli
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