Il presidio
Il Grifone prepara l’assalto al fortino Bastia
Gli umbri non perdono in casa dal 15 dicembre, sono imbattuti nel girone di ritorno e hanno espugnato Montevarchi
GROSSETO. Ripresa delle operazioni ieri in casa biancorossa, con la prua rivolta verso l’Umbria e stavolta in direzione Bastia.
Una sfida, quella di domenica prossima tutt’altro che semplice. Già all’andata la vittoria arrivò non senza soffrire solo grazie a una rete di Moscati. Ora il Grifone va in casa di una squadra che nel girone di ritorno è ancora imbattuta e che è assolutamente in corsa per la salvezza con ottime chance di poterla raggiungere. Una squadra nell’ultimo periodo capace di pareggiare a Foligno e vincere in casa del Montevarchi, tanto per dare un’idea. Bastia che non perde in casa dalla gara col Flaminia del 15 dicembre scorso.
Detto dell’avversario, Lamberto Magrini deve fare la conta dei disponibili, visto che oggi il giudice sportivo gli toglierà Viligiardi e Milani, ovvero due under, entrambi ammoniti domenica scorsa ed entrambi in diffida. Probabile che anche Boccardi non riesca a recuperare dal fastidio alla schiena e allora la settimana di lavoro servirà soprattutto a individuare l’undici più in forma e più motivato da mettere in campo. A questo punto senza fare troppi calcoli sui 5 diffidati che rimangono, perché se si vuol dare ancora un senso alla gara successiva col Monterosi, si deve per forza portar via i 3 punti dall’Umbria.
Ma la sconfitta con l’Albalonga ha lasciato comunque anche delle note positive e una di queste è certamente rappresentata dalla prestazione di Giunta che a questo punto diventa difficile poter pensare di lasciarlo fuori. Fratini prenderà fisiologicamente il posto di Viligiardi, mentre a sinistra sembra quasi obbligatoria la scelta di Pizzuto, in quanto un altro classe 2000 oltre a Barosi deve per forza andare in campo, sempre che non tocchi a Lorenzo Sabatini, classe 2002, ultimo arrivato. Dopo di che, tutto dipenderà da come la squadra avrà saputo metabolizzare una sconfitta che comunque fa male, malgrado ci si affanni a continuare nel ripetere altro. — Paolo Franzò
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