Il Tirreno

Grosseto

calcio serie d/1 

Offese all’arbitro, Magrini squalificato una giornata

Paolo Franzò
Offese all’arbitro, Magrini squalificato una giornata

Il mister protesta usando “espressione blasfema”: «Accetto la decisione, ma il direttore di gara è stato irrispettoso»

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GROSSETO. Una giornata di squalifica per Lamberto Magrini per: «avere protestato proferendo espressione blasfema», come riporta il dispositivo di ieri del giudice sportivo. «Me l’aspettavo – commenta il tecnico del Grosseto – dal momento che ero stato espulso, era inevitabile». Contro il Cannara quindi, domenica prossima, a dirigere la squadra dal campo sarà il suo secondo, David Stefani. Magrini però, accetta la squalifica: «Del resto l’ho offeso, per cui la squalifica me la tengo», ma poi spiega anche il perché di un certo nervosismo. “«Il direttore di gara di Scandicci (il signor Francesco Cusumano di Caltanissetta, ndr) lo debbo dire, ha tenuto nei nostri confronti un atteggiamento presuntuoso sin da quando è venuto nello spogliatoio - racconta l’allenatore del Grifone - Un atteggiamento che non mi è piaciuto e che un arbitro non dovrebbe avere. Non solo; a un certo punto avevo mandato i ragazzi della panchina a riscaldarsi e lui li ha mandati via sostenendo che possono farlo solo in 3 alla volta. Cosa non vera, perché questo accade solo per la serie A e per la B. Forse non conosce il regolamento?». Oltre all’atteggiamento, il mister contesta anche le scelte fatte dal fischietto. «A questo aggiungiamoci il calcio d’angolo quanto meno dubbio - dice - dal quale è nato il primo gol dello Scandicci ed ecco che il vaso è traboccato. Anche perché non è la prima direzione irrispettosa che dobbiamo mandare giù in questo campionato. È dalla prima giornata che avverto poco rispetto verso il Grosseto e di episodi ne posso citare tanti. Sia chiaro, so benissimo quanto sia difficile arbitrare, persino in A con il Var sbagliano. Non chiedo neanche favori o un occhio di riguardo per noi, ma almeno uniformità di giudizio, quello sì».

Una richiesta condivisibile, rivedendo il film delle prime 9 giornate, in cui davvero troppo spesso i direttori di gara hanno lasciato quantomeno a desiderare. —

Paolo Franzò

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