Il presidio
«Con i guantoni ma per insegnare a combattere»
Conquistare il titolo mondiale non fu facile per Emanuela Pantani. «L’allenatore dell’Argentina aveva bisogno di un colpitore e viene mandato un nostro tecnico, che tornato in sede mi chiama e mi dice di stare attenta, perché la Garino ha i mattoni al posto delle mani - racconta - Sul finire della prima ripresa mi tira un gancio, che mi manda quasi ko. Fortunatamente mi salva il gong: vado all’angolo e mi riprendo. Da quel momento in poi lottiamo per tutte e dieci le riprese che alla fine vinco. Dopo circa un anno mi viene proposta la difesa, ma questa volta in Argentina. Inizio la preparazione, ma arrivata ad un mese dal match, mentre mi alleno al sacco e mi rompo i legamenti, la rotula e il piatto tibiale al ginocchio non operato». Emanuela ha prova a continuare a combattere con un tutore, «ma l’ortopedico che mi segue - spiega - mi dice che ci vuole troppo tempo per recuperare. Rischiavo di rimanere claudicante a vita e non ne valeva la pena». Ora Emanuela insegna alla Fight Gym ed è arrivata al secondo livello di tecnico. È anche responsabile della selezione regionale femminile di pugilato in Toscana.
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