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Angelo Tanganelli, il mondo in una racchetta: a 56 anni è il numero uno tra gli over Itf

Enrico Giovannelli
Angelo Tanganelli, il mondo in una racchetta: a 56 anni è il numero uno tra gli over Itf

Viaggi, aneddoti e trionfi del tennista di origine svedese (ma maremmano al 100%) giunto alla posizione 340 nell’Atp

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Se dieci anni fa ad Angelo Tanganelli avessero detto che sarebbe diventato il numero uno al mondo nel tennis, seppur fra gli over, beh forse non si sarebbe poi messo così tanto a ridere.

La storia di Angelo Viljo Francis, nato a Stoccolma nel 1963 (ma lui si sente maremmano al 100%) da babbo Giuseppe, castiglionese, e mamma Annely, finlandese, sa quasi di favola. Insieme al fratello più giovane Patrizio, da ragazzo infatti Angelo ha incominciato a giocare a tennis sul serio: «Sono stato in Svezia fino ad otto anni - racconta Tanganelli, che oggi gestisce il suo circolo alle Rocchette – poi quando sono arrivato a Castiglione è stato Lello Turcarolo, insieme ad Angiolino Armellini a mettermi la prima racchetta in mano. In quegli anni però volevo giocare anche a pallone, e le partite erano infinite all’oratorio con padre Giulio che non ci perdeva mai di vista. Poi però grazie anche a Franco Goretti e Giorgio Lorenzoni, il tennis è diventato per me lo sport principale».

E Angelo, nato sulla terra rossa del Ct Castiglione, ha iniziato subito a vincere: «Per migliorare sono andato a Grosseto con Mauro Ranieri, e da lì il salto a Firenze dal 1979 al 1980, un anno anche a Bologna alla scuola Harry Hopman academy, giocando nei tornei a squadre in serie A». Angelo cerca di trasmettere l’idea di come era il tennis in quegli anni, fatto di tanto sacrificio e sempre in viaggio, dove godersi le città e i paesi era quasi impossibile: «Ho girato praticamente il mondo – ricorda Tanganelli – alla caccia di punti per la classifica Atp nei tornei minori. Oltre all’Europa ho praticamente fatto tutti i tornei in Africa, tantissimi in Israele da Ashkelon a Haifa, da Tel Aviv a Gerusalmme, e anche in India (nel 1991 lì il suo ultimo torneo). Esperienze indimenticabili, cariche di umanità, ma stancanti a dir poco. Una vita bella, intensa, dove te la dovevi cavare da solo praticamente in ogni circostanza, e tutto sommato alla fine si pensava sempre e solo al tennis, con gli amici che erano quasi esclusivamente gli altri giocatori».

A fine anni Novanta per Angelo arriva il best ranking dell’Atp: numero 340 al mondo (su circa 1500 giocatori professionisti), 12 in Italia, e soprattutto nel 1987 l’ultimo turno delle qualificazioni al Roland Garros: «Giocai contro lo spagnolo Tomas Carbonel (più giovane di Tanganelli di 5 anni, arrivato poi ad essere il numero 40 del mondo, ndc) e lui prima della partita mi disse “oggi mi dai la rivincita”. Io proprio non mi ricordavo che c’avevo giocato in un torneo anni prima a Barcellona nel 1982: lì avevo vinto io, ma quella volta fu lui a battermi».

Erano anni in cui Angelo affrontava i migliori italiani e li batteva anche: gente come Sanguinetti e Caratti. Finiti i tempi di giocatore Angelo decise di continuare a lavorare con il tennis: diventò maestro federale e iniziò a collaborare con i circoli di Siena, Vicoalto, dividendosi con quello di Castiglione della Pescaia. E continuando a giocare per i vari tornei nazionali con diversi circoli (oggi è tesserato con quello di Bergamo insieme a Paolino Canè), per gli incontri a squadre.

La svolta appunto una decina d’anni fa, quando Tanganelli volle rimettersi in pista nonostante due infortuni, un intervento alla spalla e epicondilite cronico, affrontando i tornei dei veterani: «Devo ringraziare soprattutto la mia famiglia, mia moglie Donatella Orlandi (è ingegnere capo al comune di Castiglione, ndc) e le mie due figlie Matilde e Francesca (entrambe sono ottime atlete) che mi hanno sempre supportato in tutto, permettendomi di viaggiare. I risultati sono arrivati, prima nei tornei a squadre e poi nel singolare».

Proprio negli ultimi anni, nella categoria over55 è arrivata la consacrazione: Angelo Tanganelli ha scalato la classifica Itf (il campionato del mondo) raggiungendo la vetta a suon di tornei vinti (143 vittorie e solo 20 sconfitte). E oggi è ancora al primo posto con 3000 punti, in coabitazione con il greco Konstantinos Effraimglou. «Come nell’Atp anche nel circuito Itf ci sono tornei più importanti dove partecipano i migliori giocatori, e bisogna essere preparati al meglio per batterli. Io mi diverto ancora e aver raggiunto il massimo traguardo è davvero una bella soddisfazione».

Un’altra curiosità: qualche hanno fa Angelo disegnò una racchetta la “ProTanga” prodotta in circa 200 esemplari andata a ruba. Insomma a Castiglione se parli di tennis non puoi che pensare ad Angelo Tanganelli. —
 

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