Il Tirreno

Grosseto

l’altro viaggio di RAI2 

Dal mulino ai Tarocchi Una corsa attraverso i sogni

Sara Landi

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grosseto. Cosa unisce Vinci a Orbetello oltre alla tappa di ieri del Giro d’Italia?

Se lo è chiesto il giornalista e scrittore Edoardo Camurri che con il programma della Rai “Viaggio nell’Italia del Giro” in onda su Rai Due e in replica su Rai Storia va alla ricerca, in sella alla sua bici, delle storie più curiose che la kermesse ciclistica incontra nel suo percorso su e giù per lo Stivale.

Per questa terza tappa tutta toscana il filo rosso individuato da Camurri è quello di personaggi come Leonardo da Vinci e il Caravaggio, morto a Porto Ercole. Visionari come Jon Roseman, il produttore che è tra gli ideatori del videoclip musicale e che ha firmato anche la produzione di un capolavoro come “Bohemian Rapsody” dei Queen nel 1975.

Roseman da alcuni anni vive a Grosseto («Sono sceso alla stazione sbagliata», ha detto scherzando durante le riprese del programma) ed è stato intervistato da Camurri in piazza Dante.

«Non mi aspettavo che il videoclip avrebbe avuto un tale successo – confessa in tv Roseman – Oggi conta più della musica e questo non è un bene».

Roseman ricorda tutti i grandi artisti con cui ha lavorato, da Michael Jackson ai Rolling Stones, fino a Bob Dylan. Quanto alla scelta di vivere in Maremma, il produttore dice: «Sono qui grazie a un amico. Penso che sia fantastico vivere in Italia e soprattutto credo che debba essere grandioso morire in Italia».

Dalla capacità di Roseman di concepire un nuovo prodotto capace di cambiare la storia della musica, si passa poi al laboratorio di Irio Tommasini, nome legato alla bicicletta nazionale e internazionale.

Per Camurri Tommasini è un personaggio visionario, leonardesco e caravaggesco insieme, perché ha portato innovazione nelle due ruote, non solo a livello di meccanica ma anche di colore.

«Ho inventato il telaio personalizzato al 100 per cento – dice Tommasini – e ho intuito l’importanza del colore producendo telai marmorizzati, retinati e sfumati».

Poi tira fuori dalla tasca “un appuntino” e inizia a leggere il lungo elenco di campioni per i quali ha prodotto una bici su misura. Parlando di sognatori e personaggi visionari la tappa obbligata, nelle vicinanze del percorso di tappa, è quella al Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio, dove Camurri incontra la scrittrice Francesca Matteoni, esperta di tarocchi.

E prima di arrivare ai saluti finali, dal mulino spagnolo della laguna di Orbetello la parola al grande storico dell’arte Claudio Strinati, che a Porto Ercole dipinge il Caravaggio come una rockstar idolatrata dal popolo e ne sottolinea le doti di «scrutatore delle tenebre, capace di vedere laddove nessuno vede nulla». —

Sara Landi

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