Sulle strade con l’auto d’epoca per seguire i ciclisti in gara
Roberto Righetti ha reso il suo furgone degli anni 50 identico al mezzo che utilizzava la Rai per riprendere le corse «Per me è una passione»
follonica. I riflessi delle ruote in movimento scintillano sulla sua carrozzeria lucida, mentre le ombre lunghe dei manubri ne accarezzano le stampe, colorate di un bianco acceso. Corre durante le volate e rallenta in curva, seguendo la marcia dei corridori. Passo dopo passo. Il furgoncino d’epoca di Roberto Righetti racconta il passato, gettandosi nel mondo di chi viveva le corse ciclistiche dall’esterno. “Servizio stampa. Rai tv” è la scritta che appare sulla fiancata del mezzo Fiat datato 1957, mentre sul tettino svetta un altoparlante. «Tempo fa ho notato che avevo un vecchio furgone molto somigliante a quello che la Rai utilizzava per riprendere con la telecamera il Giro d’Italia – racconta Righetti – Perciò ho deciso di rievocare l’auto usata dalla tv, ricreandone le scritte e ricalcando la struttura».
Ma il furgoncino di Righetti non è solo un cimelio statico, perché capita spesso che sia impiegato in moderne corse ciclistiche. Certo, la funzione è diversa rispetto a quella che l’omonimo mezzo svolgeva negli anni 50, ma il furgone segue comunque gli atleti in pista. «Spesso mi chiedono di partecipare ad eventi, come gare di bici o raduni di auto storiche – afferma Righetti – Nel primo caso seguo i corridori nel loro percorso e devo dire che il mio furgone, tra il pubblico, suscita sempre parecchia curiosità. C’è, ad esempio, chi domanda dove io abbia trovato il mezzo e chi vuole scattare foto».
Ma la Fiat 1100 del 1957 non è l’unica auto antica presente nel garage che Roberto Righetti, appassionato di mezzi d’epoca, ha allestito nella sua Follonica. Né è la sola macchina rivisitata in chiave ciclistica. «Negli anni 50 e 60 durante il Giro d’Italia esistevano delle auto pubblicitarie che sponsorizzavano alcuni prodotti attraverso una sagoma montata sul tettino. Così ho avuto l’idea di trasformare una vecchia Fiat 850 Spring, montando sulla parte posteriore dell’auto l’immagine di una bottiglia di Cynar». Mostre, fiere, gare, raduni. Righetti, con le sue vecchie auto dall’aspetto modificato, ha preso parte a eventi di vario tipo. Era presente, ad esempio, alle manifestazioni legate al circuito dei Due Mari ed è stato invitato alla Maremmana di Castiglione della Pescaia. Non gli è mai capitato, però, di prendere parte direttamente al Giro.
«Perché no? – dice Roberto Righetti – L’idea mi piace molto e non nascondo di averci anche pensato. Sarebbe bello accompagnare le bici, anche solo per mezza tappa». –
Claudia Guarino
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